25/12/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'escalation della partecipazione militare italiana alla guerra in Afghanistan

Il governo Berlusconi si è dimostrato il più zelante e fedele alleato degli Stati Uniti nella guerra in Afghanistan: ha gradualmente incrementato il numero dei soldati schierati al fronte (portandoli a 3mila), ha rimosso i 'caveat' che impedivano loro condurre operazioni offensive, ha inviato caccia-bombardieri e ora ha pianificato l'invio di altri mille soldati. Ripercorrendo le tappe del progressivo coinvolgimento italiano in Afghanistan, risulta però evidente che l'attuale governo di destra ha semplicemente proseguito sulla strada già tracciata dai precedenti governi (in particolare dal centrosinistra di Romano Prodi).
L'Italia continua a giustificare la partecipazione alla guerra in Afghanistan usando la retorica della ‘missione di pace' (per nascondere la clamorosa violazione dell'articolo 11 della nostra Costituzione) e della lotta al terrorismo a fianco degli alleati. Ma quali sono le vere ragioni che si nascondo dietro all'occupazione occidentale di questo martoriato paese?

Enrico Piovesana

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