16/12/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono anni che la cultura della guerra viene fatta crescere nell'indifferenza generale di chi avrebbe potuto contrastarla, primi tra tutti i mezzi di informazione. Non mi stupisce che oggi si arrivi a tanto da parte di chi su questa cultura ha costruito le sue fortune politiche e personali.
Ma nessuno è innocente. E non lo siamo noi giornalisti per primi.
Il nemico dietro l'angolo. Il terrorista da cui difendersi andando a spianare villaggi innocenti in giro per il mondo. L'occidente assediato dai barbari. Le provenienze geografiche sottolineate come fossero complici dell'essere delinquenti. La superficialità come metro dell'informazione.
L'uso improprio delle parole, quel maledetto "premier" così abbondante nelle pagine dei giornali che ha reso di fatto B. eletto dal popolo e non dal Parlamento: i primi a chiedere scusa a noi stessi dobbiamo essere noi.
E poi, è banale, l'assenza quasi totale e certamente disperante di una qualsiasi rappresentanza per chi avrebbe una idea di società diversa, più solidale, più egualitaria, più giusta, meno vanamente competitiva, non può che peggiorare la situazione.

Quella che negli altri paesi europei si chiama opposizione da noi non esiste. Diciamolo pure con le parole appropriate: in Italia Governo e opposizione sono complici da dopo Mani Pulite. E si distinguono per adesso solo dai toni e dal linguaggio usato.

Oggi esponenti del Governo si possono permettere di dare del "sovversivo" all'organo supremo dello Stato senza finire in galera o quanto meno sfiduciati dal Parlamento. E' normale, anzi nel giusto chi evade le tasse o chi elude il fisco. I mafiosi sono degli eroi e stuoie rosse vengono stese ai piedi dei loro danari per farli rientrare in Italia senza alcun controllo.

Non ci stupiamo dunque se gli ultimi sforzi della politica saranno dedicati a trovare il modo di far tacere chi dissente. A privare degli strumenti di libera informazione e conoscenza gli ultimi cittadini rimasti non contaminati dalla cultura egemone. Pardon, cultura è davvero una parola troppo bella per essere affiancata alla spazzatura di cui gli italiani hanno piena la testa.

PeaceReporter pubblicherà una serie di interventi scritti da intellettuali, per provare a ragionare sulla situazione del nostro Paese. Cercando di dare il nostro contributo nel contrasto indispensabile alla sottocultura della guerra.

Maso Notarianni

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