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Giornata decisiva per il Cile. La campagna elettorale si è chiusa e i candidati adesso attendono i risultati delle urne.
C'è grande indecisione nella popolazione iscritta nelle liste elettorali. C'è grande incertezza e non vi è alcuna sicurezza che l'attuale amministrazione socialista composta dalla coalizione Concertacion de Partidos por la Democracia (in carica dal 1990) possa trovare continuità. Nonostante l'appoggio incondizionato della presidente Michelle Bachelet al candidato Eduardo Frei, i sondaggi dicono che un piccolo vantaggio potrebbe averlo il candidato della destra di Alianza por Chile Sebastian Piñera.
Molto lontani gli altri due candidati, Marco Enriquez -Ominami e Jorge Arrate entrambi usciti dalla coalizione socialista per correre da soli.
Inoltre, c'è molta incertezza e la campagna elettorale dei candidati è stata incentrata per molti aspetti sulla conquista dei voti degli indecisi o meglio ancora nel cercare di convincere chi non era iscritto nelle elettorali a farlo. Sì perchè il sistema elettorale prevede che non vi sia l'obbligo di registrarsi nelle liste elettorali ma una volta iscritti si è obbligati a andate a esprimere il proprio voto.
"Il Cile si aspetta un cambiamento" ha detto il candidato Frei. Ma la stessa cosa l'hanno detta duranti i loro comizi anche gli altri candidati. Ovvio che per Frei cambiamento ha un significato diverso rispetto a quello dato dagli altri aspiranti alla poltrona presidenziale. "Bisogna continuare a nel lavoro di ampliamento dei diritti sociali" spiega Frei. Belle parole e sicuramente ottime intenzioni che però non sembrano aver fatto troppa breccia nel cuore del corpo elettorale. E sarà anche difficile per lui ottenere il 50 percento +1 dei voti onde evitare un possibile ballottaggio, eventualmente previsto per il prossimo 17 gennaio. Fondamentali, secondo gli analisti politici di Santiago, saranno i voti dei pensionati, della classe media e dei dipendenti pubblici.
Sono i sondaggi a far sapere che la vittoria finale è una questione a due. Frei, candidato del centro sinistra e Sebastian Piñera, punta di diamante del centro destra. Imprenditore ricco e famoso Piñera ha fatto della parola 'cambiamento', come del resto un po' tutti nella campagna elettorale, il suo cavallo di battaglia. "Il tempo di Concertacion è già passato e nessun mea culpa, nemmeno dell'ultima ora, potrà ingannare i cileni che sanno molto bene che da troppo tempo la coalizione Concertacion si esaurita" ha detto Piñera.
In ogni caso il candidato della destra si scontrerà con il passato che le formazioni di destra hanno avuto in Cile. E' infatti inevitabile pensare al passato dove il regime di destra del generale Pinochet ha gettato il Paese in preda a una delle dittature più spietate che la storia dell'uomo abbia conosciuto.
Alessandro Grandi