09/12/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Haidar è stata arrestata dal governo marocchino e trasportata alle Canarie con il beneplacito di Madrid. Dal 16 novembre è in sciopero della fame

L'Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay, ha lanciato un appello a lasciare l'attivista sahrawi Aminatou Haidar "libera di tornare a casa". Mentre la donna prosegue uno sciopero della fame, cominciato il 16 novembre, per protestare contro la sua deportazione a Lanzarote (Canarie) da parte delle autorità marocchine con il beneplacito del governo spagnolo, la Pillay si è detta "preoccupata" per le sue condizioni di salute. Quindi si è rivolta a Madrid e Rabat per una pronta soluzione della questione.

Fermata mentre si trovava all'aeroporto di el Aaioun, capitale del Sahara Occidentale, la Haidar è stata imbarcata su un aereo diretto a Lanzarote e privata dei suoi documenti. L'accusa al governo marocchino è di aver violato l'articolo 12 della Convenzione dell'Onu sui diritti civili e politici secondo cui "nessuno può essere privato del diritto a entrare nel proprio paese". La donna, premio Robert Kennedy per i diritti umani e insignita di numerosi riconoscimenti per la sua battaglia in difesa al diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi, ha minacciato un'azione legale se verrà indotta all'alimentazione forzata da parte dei medici spagnoli.

Categoria: Diritti
Luogo: Marocco