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L'Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay, ha lanciato un appello a lasciare l'attivista sahrawi Aminatou Haidar "libera di tornare a casa". Mentre la donna prosegue uno sciopero della fame, cominciato il 16 novembre, per protestare contro la sua deportazione a Lanzarote (Canarie) da parte delle autorità marocchine con il beneplacito del governo spagnolo, la Pillay si è detta "preoccupata" per le sue condizioni di salute. Quindi si è rivolta a Madrid e Rabat per una pronta soluzione della questione.
Fermata mentre si trovava all'aeroporto di el Aaioun, capitale del Sahara Occidentale, la Haidar è stata imbarcata su un aereo diretto a Lanzarote e privata dei suoi documenti. L'accusa al governo marocchino è di aver violato l'articolo 12 della Convenzione dell'Onu sui diritti civili e politici secondo cui "nessuno può essere privato del diritto a entrare nel proprio paese". La donna, premio Robert Kennedy per i diritti umani e insignita di numerosi riconoscimenti per la sua battaglia in difesa al diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi, ha minacciato un'azione legale se verrà indotta all'alimentazione forzata da parte dei medici spagnoli.