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La IV conferenza Italia America Latina e Caraibi, ospitata da Milano, si è svolta in tono minore rispetto alle attese. Si sono sentiti molti buoni propositi, gli stessi che più o meno avevamo ascoltato nell'edizione precedente due anni fa a Roma. Ma pochi fatti concreti.
L'unica notizia di rilievo potrebbe riguardare Impregilo. L'azienda italiana nota in tutto il mondo infatti si occuperà dell'ampliamento del Canale di Panama. Grande la soddisfazione del presidente di Panama Ricardo Martinelli che dopo aver elogiato l'Italia (di cui è originario) ha detto che il suo è un Paese che aspetta a braccia aperte tutti gli imprenditori che abbiano voglia di investire su una nazione dal futuro radioso. Peccato, però che pochi istanti dopo i complimenti di rito, si sia lasciato sfuggire alcuni commenti poco condivisibili (e sotto certi aspetti stupefacenti) sulla tragica situazione politica hondureña. Insomma, durante una conferenza di questo tipo non si poteva non dare piena solidarietà a un presidente democraticamente eletto e in seguito deposto con un colpo di Stato come avvenuto con Manuel Zelaya. Durante la conferenza le parole libertà, sviluppo, democrazia sono state pronunciate molte volte, ma il senso appariva come svuotato. Com'è possibile che nessuna delle autorità si sia permessa di dire che Zelaya è l'ultima vittima di un colpo di Stato in stile anni Settanta/Ottanta come tante se ne sono visti in America Latina per lo più organizzati dalla Cia? Ma com'è stato possibile sentire che le elezioni svolte domenica scorsa in Honduras fanno parte di un cammino verso la democrazia quando un presidente legittimo di un paese dopo essere stato costretto a peregrinare di paese in Paese adesso si trova asserragliato all'interno dell'ambasciata brasiliana?
Ma la notizia che ha ottenuto la eco maggiore l'ha fornita, nel giorno di inaugurazione, sua Emittenza. Ospite d'onore in qualità di padrone di casa, il Cavaliere ha introdotto il suo intervento con una battuta che forse in molti hanno sperato si potesse tramutare in realtà.
"Devo fare veloce. Mi aspettano a casa per preparare le valige. Mi trasferisco a Panama. Mi mancheranno La Repubblica, L'Unità, Annozero e i Pm" concludendo dice anche che tenterà di sopravvivere a tutte queste assenze. Da tralasciare le richieste (sottoposte con il solito riso) al presidente di Panama e riguardanti il gentil sesso.
Il suo ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha chiuso i lavori con una dichiarazione rituale: l'Italia si propone come partner strategico dell'America Latina ed il governo impegnerà la sua "diplomazia politica ed economica" per dimostrare che "l'Italia può essere non solo un Paese amico ma anche un Paese ascoltato e considerato".
Il pensiero corre alla Conferenza precedente, organizzata dall'allora sottosegretario con delega all'America latina, Donato Di Santo, che aveva raccolto entusiasti comopimenti per aver riportato l'attenzione della politica estera italiana sul Continente latinoamericano. Due anni fa le critiche alla precedente gestione italiana, governo Berlusconi, erano risuonate nei corridoi della Farnesina proprio nel riconoscimento di un nuovo corso inzaugurato dall'uomo scelto da Massimo D'Alema per tornare a tessere relazioni importanti con i partner politici ed economici dell'area. Due anni dopo pare di essere ripiombati nel semplice galateo della fredda diplomazia
Alessandro Grandi