03/12/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Nel 2008 il tasso di disoccupazione dei giovani ha raggiunto il 42 percento, crescendo di dieci punti percentuali rispetto al 2007

Disoccupazione e povertà crescenti. Questo è quanto emerge dal Rapporto 2009 dell'Osservatorio nazionale francese delle zone urbane sensibili (Zus). Ormai dimenticate dal governo francese, le banlieue si trovano a fare i conti con una marginalizzazione sempre più marcata sia da un punto di vista culturale, sociale che lavorativo. Su questi quartieri non si investe, specie in questo momento di crisi economica.

Nel 2007, secondo i dati dell'Osservatorio, il 33,1 percento della popolazione delle Zus si trova a vivere al di sotto della soglia di povertà del 60 percento, fissata a livello europeo sotto il tetto delle 908 euro mensili. Prima del 2006-2007 la soglia di povertà era pari a 876 euro e, se fosse rimasta tale, il 31,2 degli abitanti delle Zus vivrebbe nella miseria. Nelle restanti aree della Francia lo stesso valore nel medesimo periodo è del 12 percento, 2,8 volte meno elevato che nelle Zus. Nel 2006 al di sotto della soglia di povertà si trovava il 30,5 della popolazione. Nel giro di un anno il dato ha registrato una crescita del 2,6 percento, mentre è rimasto invariato nelle altre aree della Francia. A fare le spese di questo progressivo impoverimento sono soprattutto le nuove generazioni. I giovani con un'età compresa tra i 15 e i 24 anni sono la categoria più esposta. Nel 2006-2007 il 44,3 percento dei ragazzi con meno di 18 anni vive sotto la soglia di povertà, mentre l'anno precedente lo stesso valore era del 44,1 percento. Al di fuori delle zone urbani sensibili solo il 15, 4 percento dei giovani è al di sotto della soglia di povertà. Tra il 2005-2006 e il 2006-2007 si è registrata una crescita dello 0,2 percento.

Analoga la situazione dei giovani compresi nella fascia d'età 18-24 anni. Ben il 43, 6 rientra nella soglia di povertà. Rispetto all'anno precedente il tasso si è alzato di oltre due punti percentuali, visto che prima era del 41,4 percento. Fuori dalle banlieue solo il 19,4 percento dei giovani tra i 18 e i 24 anni vive sotto la soglia di povertà di riferimento. Alla povertà si aggiungono la mancanza di lavoro e un minor livello di istruzione. Le possibilità per chi nasce nelle Zus sono nettamente inferiori rispetto a quelle a cui hanno accesso gli altri cittadini francesi. Rispetto al 2005-2006, tuttavia, la percentuale dei giovani con meno di 25 anni che studiano è aumentata, passando dal 51,5 percento al 53,2 del 2007-2008. Un segnale positivo che è indice del desiderio di integrazione e riscatto sociale delle nuove generazioni. Più preoccupante, invece, la situazione sul versante lavorativo.

Nel 2007-2008 solo il 24,8 percento dei ragazzi trova un impiego. Il dato sul quale, però, vale la pena riflettere è che per i giovani delle Zus l'accesso all'impiego fisso è 1,7 volte inferiore rispetto agli abitanti degli altri quartieri. A parità di diploma, sesso, origine e nazionalità, un ragazzo delle banlieue ha ancora circa 1,3 volte meno chances di trovare un lavoro stabile, rispetto a un giovane di un'altra zona. Nel corso del 2008 la disoccupazione ha colpito soprattutto gli uomini, rispetto alle donne. Nel 2008 il tasso di disoccupazione per i giovani ha raggiunto il 47 percento, salendo di dieci punti rispetto al 2007, quando il tasso era pari al 32 percento. La crisi dell'economia mondiale non risparmia e si fa sentire soprattutto sui più deboli. Le conseguenze di queste continue discriminazioni non fanno che peggiorare il senso di isolamento e abbandono per gli abitanti delle Zus. Sentimenti che quasi inevitabilmente sfociano nella violenza e che fanno di queste aree degradate una polveriera.

Benedetta Guerriero

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