02/12/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



E' il primo paese al mondo che viene totalmente bonificato

Cartagena de Indias è teatro in questi giorni della Seconda conferenza di revisione della Convenzione di Ottawa contro l'uso delle mine antiuomo. Iniziata lunedì, la tavola rotonda vedrà riuniti fino a venerdì 150 paesi che si impegneranno a dibattere sulla violenza inumana che sta dietro la fabbricazione e l'uso di questi marchingegni infernali. A presiedere, la norvegese Susan Eckey, che ha spiegato come il suo paese abbia accettato di presidere l'incontro mondiale per "rinnovare l'attenzione sui diritti delle donne, dei bambini e degli uomini colpiti dalle mine, concentrandosi quindi sull'assistenza alle vittime".

Precisando che ci sono ancora molti paesi che non hanno rispettato gli accordi di Ottawa che prevedevano la distruzione degli ordigni, e che l'assistenza alla maggioranza delle vittime è ancora inadeguata, il messaggio principale è che si sono verificati grandi passi avanti. "Sono passati dodici anni da quando i tanti leader politici hanno firmato la convenzione - racconta Peter Herby, direttore dell'Unita Armi del Comitato internazionale della Croce Rossa, riferendosi ai 165 paesi firmatari - e allora ogni anno la media era di ventimila vittime, tra morti e feriti. Ecco, Ottawa ha completamente invertito la tendenza. Ha avuto un effetto profondo, anche verso quegli Stati che ancora non hanno firmato l'accordo e verso molti gruppi armati".

I rappresentanti seduti alla tavola rotanda dovranno stilare un nuovo piano di azione per i prossimi cinque anni. Sono ancora tredici gli stati che producono mine anti-uomo e fuori dalla Convenzione restano gli Usa. Barack Obama ha infatti appena dichiarato che non ha intenzione di cambiare la linea inaugurata dal suo predessore.

Di oggi, però, una buona notizia, a testimonianza della concretezza della Convenzione: il Ruanda è il primo Stato al mondo a essere stato liberato dalle mine. Dopo le centinaia di vittime cadute su questi micidiali ordigni nella guerra civile che lo ha martoriato tra il 1990 e il 1994, l'esercito di Kigali, settemila uomini addestrati a dovere e guidati da esperti sminatori, sembra aver compiuto l'impegno. A confermarlo è Ben Remfrey, del Mines Awareness Trust, che ha verificato il lavoro e conferito il primato.

 

Categoria: Guerra
Luogo: Colombia