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Il senso dell'umorismo, notoriamente macabro, dei palestinesi di Gaza, li abilita a scherzare su ogni cosa. Anche sull'argomento più delicato di questi giorni, lo snodo primario di ogni negoziato tra israeliani e palestinesi. Dov'è Shalit? "L'ho visto dirigere il traffico. E' nel mio scantinato. Si è già sposato con una donna mediorientale. Anzi, con quattro".

Ma oggi sembra che palestinesi e israeliani stiano facendo sul serio. Non lo dimostrano solo le indiscrezioni giornalistiche, il cauto ottimismo, gli incoraggianti segnali delle autorità dell'uno e dell'altro lato. Ma il fatto che il mediatore tedesco, la cui identità rimane segreta, sia accreditato da entrambe le parti come elemento potenzialmente risolutore della questione. Numerose sono le avvisaglie, per la cronaca dei giornali mediorientali, che i tempi sono maturi per lo scambio. La notizia odierna è che Israele starebbe contemplando la liberazione di Marwan Bhargouti nell'ambito del negoziato per il rilascio del sergente israeliano prigioniero di Hamas. La rivelazione è stata diffusa dal quotidiano arabo Al Hayat, che ha anche riporato che la scarcerazione di Bhargouti, ex leader delle milizie Tanzim di al-Fatah, sarebbe condizionata alla sua espulsione dai Territori Palestinesi della Cisgiordania.
Bhargouti, e Ahmed Saadat del Fronte Popolare, entrambi condannati all'ergastolo, sono i due prigionieri di spicco che Israele potrebbe rilasciare. Ma entrambi hanno già fatto sapere che non accetteranno le condizioni dell'accordo sul quale stanno discutendo i dirigenti di Hamas e quelli del governo dello Stato ebraico, dichiarandosi contrari all'esilio cui verrebbero condannati qualora l'accordo dovesse andare in porto. Quanto è verosimile tale ipotesi? Barghouti sconta cinque ergastoli in un carcere israeliano per l'uccisione di civili e militari israeliani all'inizio della seconda intifada. Israele ha sempre escluso la possibilità di rilasciare detenuti "con le mani insanguinate". Tuttavia, la liberazione del leader di Fatah, che ha la reputazione di essere un politico di grande spessore, potrebbe restituire sostegno popolare all'Autorità Palestinese ed entrare nell'arena politica come potenziale alternativa ad Abu Mazen. Se solo fosse in condizioni di agire sul campo. Ma dall'esilio la sua capacità di influenza sulla politica palestinese sarebbe di certo troppo limitata.
Il mese scorso Bhargouti, nell'esprimere contrarietà alla convocazione di elezioni da parte del presidente dell'autorità palestinese, diceva: "Nessuna giornata elettorale se prima non si mette fine alle rivalità tra Hamas e Fatah". Da più parti l'ex-esponente del Tanzim viene dipinto come l'unica persona in grado di mettere d'accordo Fatah e Hamas, che ha il pieno controllo della Striscia.
Barghouti a parte, la trattativa, che secondo alcuni potrebbe concludersi entro due settimane, comporterebbe la liberazione di centinaia di palestinesi incarcerati negli anni scorsi con l'accusa di terrorismo. Il numero è ancora incerto. Fino a mille, secondo alcune testate.
Luca Galassi