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Con il 53 percento delle preferenze José Mujica candidato del Frente Amplio ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali avvenute ieri in Uruguay.
Oltre dieci i punti percentuali ottenuti in più rispetto al suo avversario il liberale Luis Alberto Lacalle, sostenuto anche da Pedro Bordaberry che nella prima giornata elettorale si era attestato intorno al 17 percento delle preferenze.
Mujica, ha 74 anni ed è molto popolare in Uruguay grazie al suo impegno contro la dittatura che in passato stritolò in Paese. Oggi potrà continuare il percorso iniziato dal suo predecessore Tabarè Vazquez, primo presidente non eletto dalle fila del Partido Colorado o Blanco.
Segno indiscutibile della continuità della politica (soprattutto economica) iniziata da Vazquez sarà Danilo Astori che Mijuca ha voluto come suo vicepresidente e che Vazquez ha già avuto nel suo esecutivo. In ogni caso Mijica ha già promosso di continuare con le politiche di dialogo verso gli investitori che sono stati determinanti per l'economia nazionale.
Adesso il ruolo di Mujica, che tutti conoscono con il nomignolo di "Pepe" sarà molto importante soprattutto per quanto riguarda l'aspetto economico del Paese: l'Uruguay non ha praticamente risentito della crisi economica, secondo i calcoli degli analisti il suo tasso di disoccupazione è in calo e l'inflazione sarebbe sotto controllo.
Prima della giornata elettorale per il ballottaggio erano davvero pochi quelli che pensavano che Mujica non sarebbe riuscito a vincere questa tornata elettorale.
Pepe Mujica ex guerrigliero Tupamaro ha passato 14 anni della sua vita in carcere. Dopo il periodo della dittatura il gruppo guerrigliero si è trasformato in un partito politico e si è unito ai movimenti e ai partiti della sinistra uruguayana, fondendosi poi nel Frente Amplio.