25/03/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



"Akaev era un ladro che ha affamato il suo paese. La gente lo ha sopportato anche troppo"
Manifestanti in piazza a Bishkek“Sono scappati tutti come ladri. Da ladri quali erano”, racconta da Bishkek Carlo Marcantoni, che vive e lavora da cinque anni in Kirghizistan. “Nemmeno i soldati e la polizia hanno difeso il presidente Akaev e i suoi compari, perché qui tutti lo odiavano: se la gente li avesse presi, avrebbero fatto la fine di Ceausescu. Tutti i kirghizi aspettavano questo giorno. Il giorno in cui si sarebbero liberati di un regime di farabutti mafiosi, una vera e propria oligarchia di ladri che per quindici anni si è arricchita lasciando questa povera gente nella miseria più nera, senza lavoro, senza speranze”.

L'ormai ex presidente Astar Akaev Disoccupazione e stipendi da fame. “Nelle campagne la gente fa la fame”, spiega Carlo. “Si arrangia con lavoretti o viene in città in cerca di lavoro. Ma il lavoro non c’è. E quel poco, è pagato un miseria: lo stipendio medio di un professionista, un professore, un medico, un ingegnere, non supera i 20 euro al mese! E tutto questo mentre Akaev, la sua famiglia e i suoi amici continuavano ad accumulare illegalmente enormi ricchezze. La gente ha sopportato per anni, e alla fine è esplosa. A far traboccare il vaso è stata la goccia delle elezioni: Akaev ha avuto la faccia tosta non solo di impedire la vittoria dell’opposizione, ma di far entrare in parlamento sua figlia e suo figlio, altri due soggetti che hanno preso tutto dal padre e che per questo la gente odia. Il figlio di Akaev, per esempio, qui controllava tutte le attività commerciali, dai distributori ai ristoranti: chi non pagava veniva punito con una bomba. Come la mafia. Io insegno italiano all’Università di Bishkek: vi assicuro che nelle ultime settimane i miei studenti non vedevano l’ora di scendere in piazza. Aspettavano solo un segnale”.

Oppositori in piazza a Bishkek Dieci dollari per scendere in piazza. Un altro italiano che vive e lavora da anni in Kirghizistan, ma che preferisce rimanere anonimo, da una versione un po’ diversa dei fatti. “Quello di Akaev era un governo di persone poco esperte, molto infantili nel loro modo di fare politica. Hanno gestito la cosa pubblica come una cosa loro, quasi un patrimonio di famiglia, approfittando del potere per arricchirsi. Ma i kirghizi, che sono rimasti nomadi nell’animo, gente semplice che non guarda al di là della propria tenda, hanno sopportato e avrebbero continuato a sopportare se non fossero stati mobilitati dall’opposizione, anche con il denaro. A scendere nelle piazze di Osh e di Jalal-Abad i giorni scorsi era stata la povera gente del sud, anziani delle campagne e giovani disoccupati delle città che campano solo a lipioshka e chai, pane e tè. Gente a cui i partiti dell’opposizione hanno offerto 500 som a testa (dieci euro) per andare a occupare i palazzi governativi: ovviante nessuno a rifiutato. Soldi, si dice, che arrivano dagli Stati Uniti. E qui a Bishkek, in piazza Ala-Too (Montagne Libere, ndr) è successa la stessa cosa, con l’aggiunta di giovani vandali che sono stati mandati avanti ad affrontare la polizia”.

Il leader dell'opposizione Kurmanbek Bakiev Attenzione alla propaganda. “Ma quali soldi! Quali americani!”, ribatte Carlo. “Gli unici soldi per cui la gente si è ribellata sono quelli che Akaev ha rubato al popolo in quindici anni di potere. Queste storie dei 500 som e del sostegno americano sono tutte favole della propaganda del governo, ripetute fino alla nausea nelle ultime settimane. Bisogna stare attenti a non bersi tutto. La propaganda di Akaev è stata così rigida che in questi giorni la tv di Stato non ha mostrato nemmeno un’immagine dei fatti di Osh e Jalal-Abad: per sapere qualcosa dovevamo guardare la Bbc o la Cnn! Per questo i manifestanti hanno occupato subito anche la sede della televisione. Gli americani? Sono sicuramente contenti della cacciata di Akaev e avendo fiutato il vento del cambiamento si saranno sicuramente mossi in qualche modo. Ma da qui a dire che hanno organizzato tutto loro ce ne passa. Con questo non voglio dire che quelli dell’opposizione siano dei santi: so solo che Kurmanbek Bakiev e Roza Otumbayeva sono due brave persone. Ora vedremo cosa faranno una volta arrivati al potere”. 

Enrico Piovesana

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