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"Io sono nella zona rurale del paese, per ora qui è abbastanza tranquillo. L'affluenza alle urne è davvero poca in confronto agli anni passati. Abbiamo un arete tra stampa alternativa e osservatori dei diritti umani sparsi su tutto il territorio. Molte violazioni, arresti e a San Pedro Sula la polizia ha attaccato brutalemnte una manifestazione pacifica contro i golpisti e queste elezioni farsa. Abbiamo appena scattato delle foto fuori da un centro di votazione: appese alla parete ci sono le schede già segnate. Gli attivisti dei partiti vanno nelle comunità per portare la gente a votare nei centri, però pare che stavolta questi viaggi saranno proprio pochi. Arrivano notizie dalla frontiera con il Salvador: un via vai di persone che entra per votare il partito di Arena. Gli aeroporti da ieri sera sono bloccati e i voli cancellati. Già da giorni la polizia sta facendo irruzione un po' ovunque, anche in case private, con il
pretesto di cercare armi e materiale anti-elezioni. Alcune zone, conosciute per avere forti movimenti di resistenza, sono militarizzate in ogni angolo. Ma in realtá è l'intero Honduras a esserlo. In Tegucigalpa per ora non ci sono state azioni". Questa la testimonianza della cooperante italiana in Honduras, oggi alle 15 ora locale (22 in Italia) della tanto attesa domenica elettorale, una consultazione considerata illegittima da tutti i cittadini anti-golpisti e da molti stati americani, Oea in testa.
Stella Spinelli