Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.11 - 2005 dal 18/3 al 25/3
Colombia. Il 22 almeno 3 soldati e un guerrigliero delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia sono morti in uno scontro nello
stato di Sucre, zona costiera del nordest del Paese. Sono 2 invece i militari morti e 7 i feriti perché entrati inavvertitamente in un campo minato della zona rurale del municipio
di Teorema, nello stato di Santander, nel nordest della Colombia. I militari appartenevano
al Battaglione di Controguerriglia numero 46, che pattugliava la zona.
Il 24 in un agguato teso dalle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), che
hanno fatto esplodere un ordigno al passaggio di un veicolo militare, sono rimasti
uccisi 10 soldati.
La Colombia è teatro da oltre 40 anni di una sanguinosa guerra civile. A combattersi
sono i guerriglieri rivoluzionari marxisti, riuniti nelle Forze armate rivoluzionarie
(Farc) e nell’Esercito di liberazione nazionale (Eln), e i paramilitari di destra,
filo governativi, riuniti nelle Autodifese Unite (Auc). Il conflitto ha fatto
finora oltre 150mila morti.
Haiti. Il 20 3 uomini sono morti in uno scontro a fuoco con gli uomini della Minustah, la missione
delle di stabilizzazione delle Nazioni Unite, avvenuto a Petit Goave una piccola
città a circa settanta chilometri dalla capitale Port au Prince,.
Il 21, un militare dello Sri Lanka in forza alla Minustah,, ha perso la vita sempre
a Petit Goave in una sparatoria contro gli ex militari fedeli a Jean Bertrande
Aristide, il presidente haitiano cacciato lo scorso anno. Nello stesso giorno,
1 un soldato nepalese, è morto a Hince, località che si trova nella zona centrale
di Haiti. L’esplosione della violenza, scaturita in scontri armati, ha anche causato
il ferimento di 5 persone.
Sri Lanka. Il 21, 2 ribelli delle Tigri Tamil sono stati uccisi e altri 3 sarebbero rimasti
feriti in uno scontro tra fazioni contrapposte a Welikanda, 25 chilometri dalla città
orientale di Polonnaruwa.
Un anno fa, nel marzo 2003, il movimento separatista delle Tigri si era spaccato
in due (fazione nord e fazione est) dopo la defezione del leader orientale Karuna.
Il conflitto tra i guerriglieri e l’esercito governativo è iniziato nel 1983 e
ha causato finora la morte di oltre 60.000 persone.
India. Il 24 almeno 7 ribelli sono stati uccisi nello stato nordorientale del Nagaland, durante combattimenti tra due fazioni
separatiste. Il movimento guerrigliero Consiglio nazionale socialista del Nagaland
(Nscn) si è spaccato in due nel 1988. Da allora oltre 400 ribelli di entrambi
le parti hanno perso la vita.
Kashmir indiano. Il 19, presunti militanti islamici hanno assassinato 2 ex ribelli che erano stati reclutati dall’esercito indiano. L’uccisione è avvenuta nel
distretto di Budgam, 30 chilometri a ovest della capitale Srinagar.
Il 22, 4 militanti musulmani sono stati uccisi dalle truppe indiane in diversi episodi di violenza.
Il 23, un civile ha perso la vita e altre 5 persone – tra cui 3 soldati indiani
– sono rimaste ferite per l’esplosione di un’autobomba nel distretto di Srinagar.
L’insurrezione dei guerriglieri islamici contro l’esercito indiano è iniziata
nel 1989 e ha provocato finora 40.000 vittime.
Angola. Sarebbero almeno 96 i morti causati da una febbre emorragica nella provincia settentrionale di Uige. Lo
ha reso noto l’Organizzazione Mondiale per la Sanità il 22 marzo scorso.
Il virus, denominato Marburg, si manifesta con temperature molto elevate, emicranie
e dissenteria. Secondo gli esperti apparterrebbe allo stessa famiglia virale di
Ebola. Il disastrato sistema sanitario del Paese, uscito di recente da una lunga
guerra civile, non riesce ad arginare il problema, anche a causa della carenza
di medicinali.
Kenya/Somalia. Mille e duecento cammelli, l’equivalente di 164mila dollari. E’ il compenso che un clan somalo del Kenya
settentrionale, i Murule, dovranno pagare ai rivali Garre per aver massacrato
22 persone la settimana scorsa nel villaggio di El Golicha. Nel massacro erano rimasti uccisi
soprattutto donne e bambini. Il compenso, stabilito da un precedente accordo tra
i membri dei due clan è stato stabilito in base al numero di cammelli dovuto per
ciascuna persona uccisa: 100 per ogni uomo, 50 per ogni donna.
Iraq. Il 18 Un militare statunitense è stato ucciso da un colpo di pistola in un attacco contro
la sua pattuglia a Baghdad.
Il 19 tre agenti delle forze dell’ordine sono morti a Kirkuk, principale centro petrolifero del Kurdistan iracheno, in seguito a un
attentato dinamitardo che ha preso di mira il funerale di un loro collega, assassinato
il giorno prima. Altri 7 agenti sono rimasti feriti. Quattro iracheni, tra cui un soldato ed un interprete che lavorava per le forze
della coalizione, sono stati uccisi a Samarra. Un soldato ed un civile sono morti in un attacco contro un posto di blocco. Una pattuglia della polizia ha trovato il corpo di un civile a Yathreb, 15 chilometri a est di Balad, con le mani e i piedi legati ed un
colpo alla testa. Il corpo senza vita di un interprete che lavorava per l’esercito americano è stato trovato a Sinyah.
Il 20, a Mosul, è stato ucciso Walid Kashmoula, capo dell'unità anti-corruzione della polizia della città. Militari americani
vicino ad Abu Ghraib hanno aperto il fuoco dopo l’esplosione di una bomba contro
il convoglio sul quale si muovevano uccidendo un civile iracheno e ferendone un altro. Su una strada a nord di Falluja, altre tre persone sono state uccise e un numero imprecisato di altre ferite da un attacco di un commando di insorti.
La comunità dei musulmani in Francia ha rivolto un appello per la liberazione
della giornalista Florence Aubenas e del suo collaboratore iracheno Hussein Hanun.
Due militari statunitensi sono stati uccisi in attacchi della guerriglia. Tre bambini sono stati uccisi dall’esplosione di un ordigno che avevano trovato per strada a Baghdad. I piccoli
stavano giocando con una bomba inesplosa. Inoltre sono stati ritrovati i cadaveri
di quattro civili alla periferia di Baghdad.
Il 22 sette uomini delle forze speciali del ministero dell’Interno iracheno sono
stati uccisi in un’operazione contro una base di ribelli a ovest di Tikrit.
Il 23, 84 insorti iracheni sono stati uccisi in un’operazione compiuta dalle forze del ministero dell’Interno iracheno, con
l’appoggio dell’esercito statunitense, nella zona di Tikrit. Una bambina irachena è stata uccisa a Baghdad mentre giocava nel cortile della sua scuola. L'edificio è stato colpito
da un colpo di mortaio. Secondo stime indipendenti, sono 19559 le vittime civili del conflitto, mentre sono 1698 i militari morti dall'inizio della guerra in Iraq.
Afghanistan. Il 16 un soldato Usa è morto dopo che il suo blindato Humvee è saltato su una mina nei pressi della base
di Shindad, vicino a Herat, nell’Afghanistan occidentale.
La notte del 21 c’è stata una rivolta nel carcere di Kandahar, conclusasi con la morte di un prigioniero e con il ferimento di molti altri.
Il 22, nel corso di un raid dell’esercito Usa in un villaggio della provincia meridionale
di Paktika dove si nascondeva un comandante della resistenza talebana, Raz Muhammad,
è scoppiata una violenta battaglia tra soldati e talebani, terminata con la morte di 7 persone: il ricercato e altri due talebani, un soldato afgano che
combatteva con gli statunitensi, ma soprattutto una donna e 2 bambini. Un altro bambino e un’altra donna sono rimasti gravemente feriti.
Il 23, nella vicina provincia di Khost, i talebani hanno attaccato a colpi di razzo
una base Usa senza provocare feriti: i militari hanno risposto sparando alcuni
colpi di artiglieria, uccidendo 5 guerriglieri.
Cecenia (Federazione Russa). Lo scorso fine settimana sono stati segnalati bombardamenti aerei notturni sulle
basi della guerriglia nei distretti meridionali montagnosi di Vedenò, Nojai-Yurt
e Itum-Kalé. Non si hanno notizie di vittime.
Il 18, le brigate islamiche di Basayev affermano di aver ucciso 23 soldati trasportati in un camion militare russo Ural, saltato su una bomba telecomandata
posta lungo la strada transcaucasica che collega Grozny all’Inguscezia e al Daghestan.
Il 19 altri due soldati russi sarebbero stati uccisi nell’agguato contro una colonna
di mezzi russi nel distretto sud-orientale di Nojai-Yurt.
Il 22 un elicottero militare russo Mi-8 è precipitato, probabilmente dopo essere stato
colpito dai guerriglieri indipendentisti: almeno 6 soldati sono morti. Secondo i comandi russi nessuno è morto e si è trattato di un incidente.
Il 23 Rizvan Chitigov detto “l’americano” per i suoi studi negli Usa, un comandante
della guerriglia indipendentista, è stato ucciso nel corso di uno scontro armato con l’esercito russo e le milizie kadyrovite
in un villaggio meridionale nei pressi di Shali.
Il 24 un altro comandante indipendentista, Ali Tasuyev detto “l’emiro di Kurchaloi”, è stato ucciso in un raid delle forze russe nel villaggio di Berzekel, non lontano da Grozny.