25/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La vera sorpresa del primo turno delle presidenziali è stata l'elevata affluenza alle urne

Romania al ballottaggio. La sfida tra Traian Basescu, l'attuale capo dello stato che al primo turno delle presidenziali ha rimediato il 32,4 per cento delle preferenze, e Mircea Geoana, il leader socialdemocratico, fermo al 31,17 per cento, si fa infuocata.

“Nel Paese – ha detto Franco Aloisio, rappresentante della Fundatia Parada , in Romania da dieci anni, che si occupa dei ragazzi di strada di Bucarest – l'atmosfera è tranquilla. Il primo turno delle presidenziali si è svolto in maniera regolare. Ci sono state delle infrazioni: persone che hanno votato due volte, certificati elettorali spariti, schede elettorali riapparse dal nulla. Irregolarità che sono state commesse da tutti i partiti e che comunque non hanno pregiudicato l'esito della votazione”. Anche la missione dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), inviata nel Paese per vigilare sul regolare svolgimento delle presidenziali, ha confermato che le elezioni, generalmente, si sono svolte nel rispetto degli standard internazionali, per quanto non siano mancate piccole irregolarità. “La vera sorpresa – ha raccontato Aloisio – è stata la grande affluenza popolare alle urne. Ha votato circa il 54,3 per cento degli aventi diritto, che per la Romania è una percentuale molto elevata. I romeni tendenzialmente hanno una scarsa coscienza civica e si disinteressano alla vita politica, ma questa volta hanno mostrato un maggiore attaccamento. E' un buon segnale”.

C'è, dunque, da attendere il sei dicembre, giorno del ballottaggio, per capire chi sarà il nuovo presidente della Romania. “Basescu – ha dichiarato il responsabile della Fundatia Parada – cinque anni fa poteva contare su un capitale elettorale immenso che, però, nel tempo si è bruciato. Tentativi di modernizzazione sono stati fatti, ma fino a che non sarà la popolazione in prima persona a chiedere l'attuazione di riforme, tutto rimarrà invariato. Ora il vero arbitro della situazione è Crin Antonescu, leader dei liberali. Sarà lui a determinare il vincitore delle presidenziali che, con ogni probabilità, sarà Mircea Geoana. Si è creata nel Paese una forte coalizione anti-Basescu e Antonescu ha già dichiarato che sosterrà il leader dei socialdemocratici. Se Basescu vincesse, sarebbe davvero una sorpresa e mostrerebbe il forte distacco esistente tra i partiti e gli elettori”.

Anche i romeni che vivono in Italia hanno partecipato alle presidenziali. Seggi elettorali sono stati aperti in varie città per permettere ai cittadini della Romania di esprimere il loro voto. “Rispetto al solito – ha spiegato Elena Radulescu – direttrice dell'associazione socio-culturale Columna di Padova che si occupa della diffusione della cultura romena in Italia – hanno votato tante persone, 867. In realtà l'affluenza è stata molto più elevata. Nella provincia di Padova si sono presentate più di mille possibili elettori, ma non tutti hanno avuto la pazienza di aspettare. Ai seggi si sono create lunghissime code e alcuni hanno desistito”. Si tratta sempre di numeri molto bassi rispetto alla media europea e per una nazione che da soli vent'anni è uscita da una dittatura, ma sono segnali incoraggianti che denotano un cambiamento di rotta. “Molti romeni – afferma la direttrice di Columna – stanno pensando di fare ritorno in Romania e tanti sono già rientrati. La crisi che ha colpito l'economia mondiale ha spinto molti migranti romeni a tornare in patria. Almeno lì si sentono a casa. Forse anche per questo motivo molti romeni hanno votato, perché ora sono più interessati agli sviluppi interni del proprio Paese”.

Benedetta Guerriero

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