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Se c'è un aspetto del vostro tempo capace di affascinare anche un vecchio viaggiatore come il sottoscritto Ibn Battuta è quello della ricerca scientifica. Certo che ne avete fatta di strada dai miei tempi...tutto, all'epoca, dipendeva dagli uomini. Sempre di più, invece, siete capaci di delegare alle macchine i compiti più gravosi.
La robotica, mi dicono, è la vostra scienza impegnata in questo campo. Come in ogni settore, c'è della concorrenza. E allora per quale motivo al mondo accontentarsi del fatto che esistano i robot: bisogna anche farne per tutti i gusti. Ed è con grande piacere e orgoglio, da vecchio arabo, che vi annuncio la nascita del primo robot arabo al cento per cento. Si signori, avete capito bene. E' nato Ibn Sina. Il nome è quello di una vecchio conoscenza: il filosofo e scienziato del XI secolo noto come Avicenna. Beh, inutile negarlo, un pizzico d'invidia c'è. Ad Avicenna hanno dedicato l'arabo del futuro, a me un centro commerciale. Ma non voglio serbare rancore a Dubai, capace di produrre il primo androide che parla arabo del mondo. A Dubai, si sa, hanno la mania dei primati. Tutto dev'essere il più ‘grande' o il ‘primo' nel suo genere.
Così una società di Dubai ha acquistato il brevetto di alcuni ricercatori dell'Università di al-Ain, nell'emirato di Abi Dhabi. Il gruppo, coordinato dal greco Nicolaos Mavridis e formato da studenti emiratini e stranieri, ha inventato il softwere che fa funzionare Ibn Sinna, mentre l'azienda internazionale Hanson Robotics ha fornito il resto, in particolare le strumentazioni che permettono al robot di muovere anche i muscoli (?) facciali. Ibn Sinna è vestito come si suppone che all'epoca si vestisse il vero Avicenna. Il tutto grazie a un anno di lavoro e per un costo di 200mila dollari.
Di fronte a una realizzazione come quella di Ibn Sinna, secondo me, il denaro non ha alcuna importanza! Immaginate quali frontiere potrà aprire alla scienza e alla conoscenza questa invenzione. Subito dopo, però, leggo le dichiarazioni di Mavridis alla stampa: "Ibn Sinna è in grado di vedere e di dare informazioni o di cercarle su internet per i clienti. Il suo utilizzo, infatti, è previsto per i grandi magazzini degli Emirati e all'estero. Potrà essere un eccellente receptionist, un venditore o un assistente per i clienti". Ma come? Tutto questo per un impiegato in un mall?
Ah, non ci se crede, caro Avicenna. Che brutta fine. Quasi quasi mi rimangio il pizzico d'invidia sai...tu alla fine sarai un impiegato, a me hanno dedicato un mall intero! Comunque la robotica, da queste parti, è una vera passione. Associata a quella per qualsiasi tipo di competizione comporti una qualche forma di sponsorizzazione, non potevano mancare le World Robot Olympiad, previste per novembre 2011. Le prime olimpiadi del genere si sono tenute a Singapore nel 2004. Migliaia di studenti di informatica da ogni parte del mondo presentano le loro ricerche, divisi in 31 rappresentative nazionali. Poteva Dubai farsi sfuggire l'occasione? Neanche a pensarci.
Ma non tutti i robot vengono per nuocere. In fondo, in qualche caso, la migliorano davvero la vita di qualcuno. Fin dai miei tempi, dovete sapere, gli arabi vanno matti per le corse dei cammelli. Una vera e propria tradizione millenaria, legata all'indissolubile rapporto tra l'uomo e l'animale che per secoli lo ha accompagnato nel deserto. Gli allevamenti per i cammelli da corsa sono un orgoglio per gli emiratini, così come i circuiti dove un paio di volte la settimana si organizzano le corse seguite da migliaia di persone, appassionate anche se l'Islam vieta le scommesse. Solo che, fino a non troppo tempo fa, per far correre più veloci i cammelli e rendere le gare più spettacolari, si utilizzavano come fantini dei bimbi. A volte anche di quattro anni. Piccoli da Bangladesh, dal Pakistan o dall'India, spesso venduti dalle loro stesse famiglie a trafficanti senza scrupoli. Per mantenerli leggeri e non farli crescere venivano sottonutriti fino a morirne. Gli alloggi erano piccole baracche di lamiera, ai confini degli impianti. Adesso tutto questo, grazie a una grande campagna internazionale, è vietato. I robot, piccoli e funzionali, vengono messi in sella e teleguidati. I cammelli corrono lo stesso. Già, caro Avicenna, in fondo anche ai nostri tempi cercavamo di rendere il mondo un posto migliore per gli esseri umani. Da oggi i robot mi sono simpaticie magari, se cambio i miei vecchi sandali con un paio di scarpe da ginnastica fiammanti, mi faccio servire da te.
Christian Elia