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In Gran Bretagna un'inchiesta pubblica farà luce sugli aspetti meno chiari della guerra in Iraq. Ad interrogare i funzionari al tempo impiegati nei ministeri della Difesa e degli Esteri ci penserà una commissione di sei membri che il prossimo anno sentirà anche l'ex primo ministro Tony Blair.
A presiedere la commissione d'inchiesta sarà l'ex funzionario pubblico John Chilcot, che confida di ottenere un resoconto "approfondito ed esauriente" sul processo decisionale che ha portato la Gran Bretagna in guerra. "Nessuno sarà sotto processo", ma sarà necessario chiarire alcuni dubbi. A cominciare da quelli sollevati dai familiari delle vittime, che vogliono sapere se i soldati fossero adeguatamente equipaggiati e addestrati. Saranno approfondite anche le motivazioni che hanno portato al conflitto, ovvero la convinzione che Saddam Hussein possedesse armi di distruzione di massa, in realtà mai ritrovate.
Questa è la terza indagine ufficiale sulla guerra irachena in Gran Bretagna. Ma le precedenti non hanno potuto chiamare in causa i ministri in carica all'epoca, che si sono sottratti alle inchieste in attesa della fine del conflitto. Gli osservatori sono comunque scettici sulla reale incisività dell'indagine, che non potrà pronunciarsi sulla legalità o meno della guerra per l'assenza di giuristi all'interno della commissione.
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