23/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'avvocato, esperto di diritto penale e di diritti umani, è stato scelto per la sua esperienza e reputazione

Ha un nome e un volto l'avvocato di Radovan Karadzic scelto dalla cancelleria del Tribunale per l'ex Jugoslavia (Icty) in ottemperanza all'ordinanza del 5 novembre. È l'inglese Richard J. Harvey, socio senior della Garden Court Chamber, una delle più importanti associazioni di legali della Gran Bretagna che conta su oltre cento membri. Harvey è un esperto di diritti umani, diritto penale e ambientale. Per vent'anni ha insegnato "Human Rights" ad Harlem, New York, e nel suo curriculum compaiono diverse consulenze per i governi di Vietnam, Namibia, Trinidad and Tobago e CapoVerde, nonché la consulenza e assistenza a Jean Bertrand Aristide nelle indagini per la violenze commesse dalla giunta militare haitiana che lo aveva spodestato. Si tratta di un avvocato che gode di un'ottima reputazione in ambito internazionale e nazionale. In Gran Bretagna è attualmente impegnato nell'inchiesta in cui il giudice Saville sta riconsiderando i fatti della tragica Bloody Sunday, la strage commessa dai parà inglesi il 30 gennaio del 1972 . In quella domenica, rimasta indelebile nelle memorie degli irlandesi cattolici, i soldati di Sua Maestà aprirono il fuoco e uccisero 14 persone che manifestavano pacificamente e disarmati nella città di Derry, Irlanda del Nord. Harvey rappresenta i famigliari di James Wray, uno dei ragazzi rimasti uccisi.

Dubbi sui tempi. La scelta della cancelleria del Tribunale dell'Aja è caduta su Harvey non solo per la reputazione di cui gode ma anche per l'esperienza accumulata presso lo stesso Icty dall'avvocato inglese. In precedenza Harvey ha difeso gli ex Uck Haradin Bala e Lahi Brahimaj nei casi Haradinaj e Limaj e, di fronte alla Corte internazionale per i crimini in Ruanda, il maggiore Juvenal Kajelijeli contro l'accusa di genocidio. Radovan Karadzic si pronuncerà sulla nomina a giorni, ma come ha anticipato uno dei suoi più vicini assistenti, Marko Sladojevic, non collaborerà con l'avvocato designato dalla cancelleria perché l'imputato ritiene che Harvey non abbia alcuna conoscenza dei fatti del processo. Sempre secondo Sladojevic, in un incontro che ci sarebbe già stato tra Karadzic e Harvey, quest'ultimo avrebbe espresso le sue perplessità all'ex leader della Repubblica Srpska sulla possibilità di riuscire a prepararsi entro il primo marzo, la data stabilita dalla Corte per la ripresa del processo.

Il fardello dei fascicoli. In effetti, l'avvocato Harvey dovrebbe esaminare nel termine di poco più di quattro mesi 1,3 milioni di pagine prodotte dall'accusa e 700 mila in possesso di Karadzic. Nelle settimane precedenti all'inizio del processo, così come nell'udienza procedurale del 3 novembre, Radovan Karadzic ha inutilmente chiesto uno slittamento del processo di dieci mesi per avere il tempo necessario alla preparazione della difesa. L'ex leader serbo bosniaco insiste nel voler difendersi in proprio in questo processo poiché, come lui stesso ha dichiarato, "è l'ultima occasione perché si giunga alla verità". Se Karadzic dovesse continuare a non presentarsi in aula, il processo proseguirà in sua assenza e sarà Richard Harvey a pronunciare la dichiarazione d'apertura e a condurre il cross-examination con i primi testimoni che saranno sentiti dall'accusa.     

 

 

Nicola Sessa

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