20/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo denuncia il bilancio per i primi 20 anni della Convenzione sui diritti del bambino

Dopo vent'anni i risultati ottenuti dalla Convenzione sui diritti del bambino, siglata il 20 novembre 1989, sono 'incoraggianti ma non soddisfacenti'. Lo rende noto il rapporto Unicef stilato in occasione della ricorrenza. Le notizie positive arrivano dal calo delle morti infantili e dal numero crescente dei bambini iscritti alle scuole elementari. Ma per ciò che riguarda altri diritti fondamentali, come alimentazione e salute, "il mondo deve fare di più", recita la relazione.
Sono infatti ancora un miliardo i bambini che nel mondo soffrono la fame o la sete, non hanno una casa o sono privi di assistenza sanitaria. Nonostante il trattato che tutela i loro diritti sia stato sottoscritto da tutti i paesi del mondo, ad eccezione di Usa e Somalia, oltre che incluso negli ordinamenti nazionali da più di 70 Stati. I bambini che soffrono la fame in modo cronico sono circa 200mila, quelli costretti a lavorare più di 140mila. Un miliardo e mezzo di bambini sono oggetto di violenza almeno una volta all'anno. Milioni quelli che subiscono violenza sessuale.
"La Convenzione è in un momento fondamentale" ha dichiarato la direttrice esecutiva Unicef, Ann Veneman. "La sua importanza è senza tempo. La sfida per i prossimi vent'anni è costruire sui risultati raggiunti per arrivare ad aiutare tutti i bambini i cui diritti sono ogni giorno negati". Che si trovano 9 volte su 10 in Africa o Asia.

Parole chiave: bambini, unicef
Categoria: Bambini, Diritti