18/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



In aumento suicidi e casi di malasanità

Circa un terzo dei detenuti che ogni anno muoiono nelle carceri italiane si toglie la vita. La percentuale dei suicidi dei prigionieri è da sempre molto più elevata rispetto a quella delle persone libere, ma il dato merita un'analisi. Nel 2009, al quindici novembre, i suicidi sono già 63, mentre nel 2008 erano stati in totale 46 e 45 nel 2007.

La cifra è in aumento e viene spontaneo chiedersi la motivazione. Secondo l'elaborazione del Centro Studi di Ristretti Orizzonti sui dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze la spesa per ogni singolo detenuto al primo gennaio 2007 era pari a 13.170 euro, per una popolazione penitenziaria di 39.005 detenuti. Nello stesso periodo del 2008 per ogni carcerato venivano spesi 10.732 euro, per un totale di 48.693 prigionieri. Al primo gennaio del 2009 la spesa pro capite si abbassa ulteriormente e raggiunge le 6.393 euro, 58.127 i detenuti rinchiusi nel carcere. Nel giro di soli tre anni, quindi, la cifra erogata dallo Stato per ogni singolo detenuto è andata dimezzandosi e nel 2010 toccherà le 6.257 euro. Il Centro Studi di Ristretti Orizzonti ha preso in considerazione le risorse economiche impiegate sui capitoli di spesa n.1761, relativi alle spese di ogni genere riguardanti il mantenimento, l'assistenza, la rieducazione ed il trasporto dei detenuti, e n. 1671 che comprendono quelle per acquisto di beni e servizi.

Scendendo nel dettaglio, si scopre che i tagli principali sono stati propri effettuati alle spese mediche. L'organizzazione e il funzionamento del servizio sanitario e farmaceutico dal 2007 al 2010 hanno subito una riduzione del 79 per cento, le spese di cura, comprese quelle di trasporto, di ricovero in ospedale o in luogo di cura e per protesi, esami specialistici, un taglio del 31,8 per cento. Ma il dato più allarmante è che per l'assistenza e il mantenimento di detenuti tossicodipendenti presso Comunità terapeutiche la riduzione è stata del 100 per cento. I detenuti sieropositivi non hanno praticamente possibilità di curarsi. A scendere sono stati anche i finanziamenti per l'assistenza e le attività di servizio sociale agli affidati al servizio sociale per adulti (-14,7 per cento) e quelli per lo svolgimento negli istituti di prevenzione e di pena delle attività scolastiche, culturali e sportive (-9,9 per cento). La rieducazione dei detenuti passa in secondo piano, nonostante da anni si cerchi di dimostrare che è proprio quello l'obiettivo dell'istituzione penitenziaria. Analizzando in maniera ancora più specifica la situazione carceraria si scopre che se nel 2007 il costo medio giornaliero di ogni detenuto era di 182 euro, la spesa media sanitaria giornaliera di 7,02 euro, la diaria per il vitto pari a 2.95 euro, nel 2009 i parametri di abbassano bruscamente: il costo medio giornaliero di ogni detenuto è di 148 euro e di 3,15 quello della diaria. La spesa media sanitaria giornaliera deve ancora essere calcolata. Costi eccessivamente esigui per una situazione dignitosa.

Nonostante l'aumento dei detenuti, i tagli al sistema carcerario testimoniano il progressivo deteriorarsi della situazione penitenziaria. Non c'è dunque da stupirsi se nelle carceri la violenza e i suicidi continuano a crescere, a scapito della rieducazione e di un possibile reinserimento dei detenuti nella società. Ipotizzare una crescita dell'edilizia carceraria, così come fa il ministro della Giustizia Alfano, non dovrebbe far dimenticare che lo stanziamento dei fondi dovrebbe riguardare prima di tutto la salute fisica e psichica dei detenuti.

Non è solo un problema di affollamento: i numeri pubblicati da Ristretti orizzonti denunciano la mancanza di una cultura, quella del garantismo più elementare di cui ci si riempe la bocca dietro i banchi del governo.

Benedetta Guerriero

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