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"Nessuno riconosce a Israele il diritto di estendere le costruzioni a Gerusalemme est". Con queste parole Saeb Erekat, capo dei negoziatori palestinesi, critica la scelta israeliana di costruire 900 nuovi alloggi nel rione ebraico di Ghilo, nella zona di Gerusalemme sotto che in un futuro doppio stato spetterebbe alla Palestina.
Il ministro israeliano dell'edilizia Ariel Atias ha dichiarato che si tratta di "piani a lungo termine". Atias ha poi sottolineato che in Cisgiordania l'ex primo ministro israeliano Ehud Olmert in tre anni aveva costruito 9.700 alloggi, mentre l'attuale governo di Benyamin Netanyahu "non ha autorizzato alcun appalto" , dimostrando "con i fatti di essere interessato alla pace".
Ma Erekat ha ribadito che le terre su cui Israele edifica quei quartieri "fanno parte del mio futuro stato. Questo deve cessare: Israele deve scegliere la pace o le colonie." Il capo negoziatore non si attende però sviluppi significativi nelle trattative, al punto da affermare che "non disponiamo nemmeno di un tunnel per poter dire che al suo capo si intravede la luce".
Parole chiave: israele, palestina, erekat, atias, gerusalemme