
L’ultima uscita del Colonnello Muhammar Gheddafi in occasione
del trentacinquesimo anniversario della rivoluzione verde, che il 1° settembre
del 1969 lo portò al potere, ha lasciato il segno. Davanti a numerose persone
riunite a Sirte, il Colonnello Gheddafi, padre padrone della Libia, ha annunciato,
ed è stato il primo leader arabo a farlo, l’intenzione di indennizzare gli ebrei
costretti all’esilio durante la guerra fra Israele e arabi del 1948.
Durante il suo lunghissimo discorso Gheddafi ha specificato che saranno presi
in considerazione eventuali risarcimenti anche per le migliaia di cittadini ebrei
libici che furono costretti a lasciare il Paese a causa della rivoluzione verde.
Ad un patto: gli ebrei che sono andati in Israele e hanno occupato case e terreni
dei palestinesi non hanno alcun diritto di essere risarciti.
“Io credo che forse il “pentimento” di Gheddafi debba essere preso come punto
di riferimento per capire se altre dittature o finte democrazie arabe possano,
attraverso questo gesto, aprire un nuovo corso che porti alla pace e alla convivenza
pacifica fra i due popoli” fa sapere Riccardo Pacifici vice presidente e portavoce
delle comunità ebraiche in Italia. “ Nell’ultimo periodo, il nuovo corso di Gheddafi,
forse voluto dal figlio giovane e moderno, ha interesse a tornare nel mondo civile.
Certo non possiamo dire che la situazione dei diritti umani in Libia sia chiarissima.
E non per gli ebrei, che in Libia non ci sono più.
Teniamo conto anche che questo signore per anni ha fomentato apertamente il terrorismo
internazionale. Quindi qualsiasi siano le sue dichiarazioni vanno prese con le
pinze.” E continua con la sua tesi: “Ciò non toglie che le sue parole di apertura
hanno un unico comune denominatore: le pressioni che arrivano dalla comunità ebrea
libica Usa che ha grande peso ed è molto ascoltata. Hanno premuto affinché Washington
richiedesse i risarcimenti per gli ebrei libici.
Il fatto curioso è la reazione della Lega Araba. In sostanza c’è stata un’unanime
condanna nei confronti del Colonnello Gheddafi che, come affermato, mette in difficoltà
i paesi arabi che hanno cacciato gli ebrei. Si crea così un precedente

giuridico internazionale difficile da risolvere. Nello stesso tempo tutti i
passi di questo genere entrano di diritto a far parte del processo che dovrebbe
portare alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese”. Fa sapere il portavoce
Pacifici.
In conclusione il portavoce delle comunità ebraiche in Italia lascia spazio al
dialogo. “Di fronte a tutto questo dobbiamo cercare di vedere le cose in modo
positivo. Come dicevo, il “pentimento” del Colonnello Gheddafi e le relative esternazioni
in merito ai risarcimenti per gli ebrei, potrebbero essere l’inizio di un nuovo
corso per i paesi arabi, ma soprattutto per gli ebrei di questi paesi che possono
iniziare a sperare nel rispetto dei loro diritti umani.” Staremo a vedere se si
è trattato solo di esternazioni interessate o della reale volontà di avvicinamento
e di pacificazione di due popoli di differenti religioni.
Il segno maggiore l’ha lasciato all’Italia, invitata al risarcimento dei danni
subiti durante il periodo coloniale. “ Non esiste animosità fra il popolo italiano
e quello libico. Però improvvisamente siamo stati sopraffatti dalle loro navi
da guerra, hanno distrutto le nostre città e i nostri villaggi”. E ha continuato.
“Ci hanno ucciso e mandato in esilio. Intanto sequestravano le nostre terre. Fino
alla loro partenza dopo la rivoluzione”. E non ha dimenticato una frecciata: “
L’Italia deve ricompensare il popolo libico che ancora subisce perdite a causa
delle mine che sono state disseminate sul suo suolo”.
“Naturalmente il Colonnello Gheddafi ha fatto delle dichiarazioni poco chiare”
ci fa sapere Giaovanna Ortu, presidente dei rifugiati libici in Italia, “ E’ sicuramente
un’operazione fatta per far emergere un’immagine positiva del Colonnello. Non
è la

prima volta che promette indennizzi del genere. Quello che mi meraviglia molto
è che gli unici ad aver dato il risarcimento al signor Gheddafi siamo stati noi
singoli cittadini italiani costretti alla fuga durante quel periodo e durante
la rivoluzione del 1969. Lui si è tenuto tutte le nostre proprietà.” Fa sapere
con una certa rabbia la presidentessa. “Gheddafi periodicamente fa l’amico degli
italiani e poi non perde occasione per insultarci. Ha fatto un discorso anti italiano
anche durante l’ultima visita del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”.