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I kosovari hanno votato. Si trattava della prima tornata elettorale a livello locale da quando Pristina, nel febbraio del 2008, ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza da Belgrado. Era un esame importante non solo per le parti politiche in corsa, ma anche per l'Unione Europea considerato quanto sta investendo in Kosovo. L'esame non è ancora finito, dal momento che in molti comuni si voterà ancora il 13 dicembre per il ballottaggio. I giudizi della comunità internazionale sono tutti positivi. Anche se l'afflusso alle urne non è stato caratterizzato da una larga partecipazione (quella dei serbi è stata scarsissima: dei 123 mila serbi iscritti alle liste solo 8 mila avrebbero espresso una preferenza), le operazioni si sarebbero svolte correttamente, "nel pieno delle regole della democrazia". Questo è quanto sostiene anche il nostro ministro degli Esteri, Franco Frattini
L'eccezione dei brogli. In realtà le accuse di brogli non hanno tardato ad arrivare e l'Akr (Nuova alleanza per il Kosovo) ha denunciato alcuni rappresentati dell'Aak di Ramush Haradinaj (Alleanza per il futuro del Kosovo) di aver agito in maniera fraudolenta in diversi seggi nel distretto di Gjakova. Mimoza Kusari Lila, candidata a sindaco della municipalità per la coalizione guidata dall'Akr, ha mostrato una clip ripresa con un telefono cellulare in un seggio di Demjan in cui si vedono un uomo e una donna aggiungere delle schede nelle urne. A Novoselo, i rappresentati di lista del suo partito sarebbero stati minacciati. In questo modo, sostiene Kusari Lila, il candidato dell'Aak ha conquistato la carica al primo turno evitando il ballottaggio.
Geografia politica. Secondo i risultati diffusi dalla Commissione centrale elettorale, l'Ldk (Lega democratica del Kosovo) ha conquistato la vittoria a Pristina e Podjuevo, mentre il Partito democratico di Hashim Thaci ha già chiuso la partita a Gllogovc, Skenderaj e Ferizaj. Ramush Haradinaj ha confermato di essere il favorito nel suo feudo del Kosovo occidentale: all'Aak vanno Decan, Gjakova, Leposavic e Zvecan mentre i suoi candidati se la giocheranno il 13 dicembre a Kline, Istog, Rahovec e Suhareke. Anche le due importanti e strategiche città del sud e del nord, Prizren e Mitrovica conosceranno il nuovo sindaco solo a metà dicembre. I risultati, di fatto, confermano e rispettano quelle che sono le "divisioni territoriali" in cui agiscono i tre più influenti uomini politici del Kosovo: il presidente Fatmir Sejdiu, il premier Thaci e l'ex premier e Haradinaj.
Un'accesa campagna elettorale. Fin dai tempi della guerra del '99 Thaci e Haradinaj non si sono mai amati. E questo non è un segreto. Nel corso della campagna elettorale, si sono verificati due episodi che, invero, non fanno propriamente pensare a un democratico svolgimento delle elezioni. Martedì 10, nel corso di un comizio a Decan, baluardo di Haradinaj, alcune persone hanno lanciato delle pietre contro il premier Thaci e la sua scorta. Il leader del Pdk ha accusato Haradinaj il suo Aak di essere dietro l'aggressione: "Ricordiamo a Ramush Haradinaj che il potere si conquista con il consenso e non con la violenza e le armi", ha fatto scrivere Thaci sul web site del Pdk. Due giorni dopo, il candidato a sindaco di Mitrovica per la lista dell'Aak è scampato a un agguato. Mentre viaggiava verso la città del nord etnicamente divisa tra serbi e albanesi, la sua automobile è stata colpita da diversi colpi di pistola. Hysni Ahmeti, il candidato sindaco, è rimasto illeso. I vertici dell'Aak hanno condannato l'episodio. Pur senza far riferimento ad alcun mandante, il partito ha comunque fatto allusione a un attacco di matrice politica.
"Le elezioni? Un successo". L'ambasciata Usa da un lato e il Rappresentate speciale per l'Ue Pieter Feith dall'altro hanno richiamato gli esponenti dei partiti politici a un comportamento corretto e a evitare "atti violenza e provocazioni". Nonostante tutto il Segretario generale della Nato, A.F. Rasmussen, ha accolto le elezioni amministrative in Kosovo come un successo congratulandosi con le autorità e con la popolazione per come esse si sono svolte. Inoltre, Rasmussen ha espresso soddisfazione per la partecipazione dei kosovari serbi alle elezioni dimenticando la scarsa affluenza in città come Gracanica (dove i serbi sono la maggioranza) e il fatto che a nord del fiume Ibar non è stato istallato un solo seggio elettorale a causa di "difficoltà tecniche". E ancora, ma questo lascia il tempo che trova, una tale "Peggy", commentando una notizia sulle elezioni pubblicata sul sito specialistico Balkaninsight, scrive: "Mi meraviglia quanti nomi presi dal cimitero siano stati spuntati come votanti nei registri ai seggi. A quanto pare hanno votato molti serbi morti, mentre quelli vivi si sono astenuti".
Nicola Sessa