17/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Ohio introduce una nuova tecnica nell'iniezione letale, che dovrebbe ridurre la sofferenza. Ma per gli oppositori della pena di morte è una vittoria a metà

Potrebbe essere un modo più dolce di morire, senza dolore, con meno rischi che qualcosa vada storto: proprio come andare a dormire, e non svegliarsi più. Ma proprio per questo, un nuovo metodo di iniezione letale appena approvato dallo stato dell'Ohio mette gli oppositori della pena di morte negli Stati Uniti in una difficile posizione. Quella di chi non può che approvare la novità, pur sapendo che potrebbe troncare qualunque sforzo legale per mettere al bando le esecuzioni.

Romell Broom, il condannato che per due ore ha sofferto sul lettino mentre cercavano di trovargli la venaFinora, il metodo seguito dai 35 Stati americani che praticano l'iniezione letale si basava sulla somministrazione di tre sostanze una dopo l'altra: la prima anestetizza, la seconda paralizza i muscoli e la terza fa fermare il cuore. Negli ultimi anni, diversi ricorsi - dopo alcuni casi in cui i condannati avevano dato chiari segni di sofferenza mentre erano incapacitati a muoversi - avevano però messo in dubbio il fatto che il condannato fosse davvero privo di sensi al momento della somministrazione della seconda e terza sostanza. In tal caso, ciò costituirebbe "punizione crudele e inusuale", ossia il parametro oltre cui la pena di morte negli Usa viola la Costituzione.

Il caso era arrivato fino alle Corte Suprema, che nella primavera del 2008 ha però ribadito la legittimità della pratica. Finché, lo scorso settembre, in Ohio hanno impiegato due ore per trovare - fallendo nel tentativo - le vene del condannato Romell Broom, sospendendo tutto. Dopo due mesi di moratoria, ora le esecuzioni riprenderanno con una nuova tecnica, quella in sostanza già ora in uso per sopprimere gli animali: nelle vene del condannato verrà iniettata un'overdose di un solo anestetico.

La novità è stata accolta con generale favore dai sostenitori dell'incostituzionalità del metodo delle tre iniezioni. Ma rimangono alcuni dubbi. Innanzitutto, il rischio di martoriare il condannato con ripetute iniezioni per trovare la vena rimane. A livello pratico, poi, probabilmente ci vorrà più tempo - fino a 10 minuti - affinché i medici possano dichiarare la morte. Ma soprattutto, l'overdose di anestetico non è mai stata praticata prima su un uomo, e quindi manca una controprova sui possibili effetti indesiderati: la California, che mantiene la sua moratoria sulle esecuzioni in attesa di trovare un metodo meno rischioso, ha scartato la pratica appena scelta dall'Ohio perché potrebbe provocare convulsioni, "con conseguenze imprevedibili".

L'8 dicembre, quando è prevista la ripresa delle esecuzioni in Ohio, si avrà qualche elemento in più per giudicare. Ma il dibattito è già aperto, e come detto gli oppositori della pena capitale sono combattuti. La costante diminuzione delle esecuzioni negli Usa, negli ultimi anni, aveva dato speranza agli attivisti. Ma il calo - per quanto alcuni stati abbiano recentemente abolito la pena capitale - era dovuto in gran parte alla valanga di ricorsi relativi alla presunta eccessiva pena procurata dalla triplice iniezione. Se ora il nuovo metodo rimuoverà questa obiezione, le esecuzioni potrebbero procedere più spedite.

Alessandro Ursic