15/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La cooperante italiana, vicina al Fronte contro il golpe, che da sempre abbiamo ospitato sulle nostre pagine, interviente contro le dichiarazioni di Giuseppe Gentiloni, funzionario italiano che lavora in Honduras

Da Tegucigalpa, la cooperante italiana, vicina al Fronte contro il golpe, che da sempre abbiamo ospitato sulle nostre pagine, interviente contro le dichiarazioni di Giuseppe Gentiloni, pseudonimo che nasconde un funzionario italiano che lavora per un organismo internazionale in Honduras. Questi, per due volte, ci ha scritto un resoconto di quanto accadeva nella capitale, e PeaceReporter ha pensato fosse importante pubblicarlo, in modo che chiunque, in buona fede e con buon senso, possa dire la sua su quanto sta accadendo nel paese centroamericano. Riceviamo e pubblichiamo, dato che un dibattito simile non può che arricchire il contenuto dell'informazione libera di cui ci facciamo da sempre portatori.


"Mi chiedo se chi ha scritto questo articolo col nome di Giuseppe Gentiloni conosca e si trovi a Tegucigalpa o se invece stia a Tegucigolpe.
Tegucigolpe è la capitale dell'Honduras in cui non è successo nulla, dove tutto è pace e democrazia, come afferma continuamente il regime scaturito dal colpo di stato.
Tegucigalpa è tutta l'Honduras "golpeada" che soffre continuamente violazioni di ogni diritto umano da parte della dittatura (perchè di dittatura si tratta!) per mano dei golpisti attraverso i militari, la polizia e con la complicità spudorata dei mezzi di comunicazione mercenari che sono proprietà degli stessi impresari e politici che hanno dato il colpo di stato. Un popolo sotto stato d'assedio, a cui sono state cancellate tutte le garanzie costituzionali
In Tegucigolpe ci sono molti giornalisti o persone che si presentano come tali, rinchiusi negli hotel di lusso, che riprendono le notizie dai canali o dai periodici nazionali (di proprietà degli stessi golpisti), senza fare analisi e senza prendersi il disturbo di andare a vedere di persona come stanno veramente le cose. Insomma, pappagalli che ripetono quello che altri dicono, senza preoccuparsi di verificare la veridicità della notizia. Facile, no? D'altronde, dall'altra parte dell'oceano che ne sanno se questi addetti all'informazione stanno lavorando eticamente e per il bene della verità?
In Tegucigalpa c'è un buon numero di giornalisti internazionali e alternativi che accompagnano quotidianamente un popolo violentato, ma risvegliato. Giornalisti che assieme al popolo honduregno hanno preso botte e gas lacrimogeni. Hanno rischiato la propia vita a fianco della verità di un popolo gravemente represso. Giornalisti che hanno pianto i morti di questo popolo e che hanno riso nei momento di vittoria. Ma soprattutto persone che hanno raccolto la gravità della situazione e fanno di tutto per raccontarla ad altri
In Tegucigolpe prosegue la campagna elettorale, la città è tappezzata da orribili faccioni che promettono da sempre le stesse cose. Queste elezioni per molti sono la soluzione della crisi politica del paese, niente di più lontano dalla realtà!!! Queste elezioni sono riconosciute dagli USA, che da sempre hanno accompagnato il regime. Queste elezioni saranno controllate utilizzando tecnologia ultimo modello per i conteggi che dicono saranno trasparenti
In Tegucigalpa queste elezioni avverranno sotto un regime e gli stessi candidati presidenziali sono parte dello stesso. Queste elezioni vengono promosse mentre un presidente legittimo, che è stato cacciato con la forza militare dal suo paese, ora si trova imprigionato nella sede diplomatica del Brasile. Queste elezioni non saranno riconosciute in Europa e dalla OEA, e ancor meno dal popolo honduregno che già da tempo sta facendo una forte campagna di boicottaggio, adducendo tra le altre cose che nessuno di questi golpisti la sta rappresentando e mai potrà rappresentarlo. Queste elezioni saranno un esempio mondiale di imbroglio elettorale, le stesse urne saranno controllate dai militari che hanno fatto il colpo di stato. Queste lezioni sono illegittime. E per dignità e coerenza la candidatura indipendente e molti deputati dei vari partiti si sono ritirati dalla farsa elettorale
In Tegucigolpe si denunciano esplosioni varie, bombe, granate ecc ecc... Alcuni giornalisti golpisti responsabilizzano sfacciatamente membri della resistenza contro il golpe, ma non dicono che la maggior parte sono pura speculazione giornalistica che tra l'altro fa parte della stategia del terrore per poter giustificare piu repressione e violazioni.
In Tegucigalpa si stanno organizzando dal 28 di giugno azioni pacifiche, questa è la linea del Frente de Resistencia contra el Golpe, nonostante gli innumerevoli assassini, le torture, le incarcerazioni illegali e di massa.
In Tegucigolpe ci sono branchi di assassini che con ogni mezzo hanno massacrato un popolo, hanno saccheggiato l'economia già fragile del paese fino a portarla in un abisso molto profondo, hanno organizzato e messo in opera il piano USA di contrarrestare la proposta di cambio per il bene comune dell'America Latina.
In Tegucigalpa ci sono uomini e donne, giovani, bimbi e bimbe, anziani e anziane che lottano contro questi assassini usando come uniche armi la resistenza, l'allegria, la solidarietà, la dignità, la creatività e tanto tanto altro. Il tutto nel pacifismo piu assoluto.
Tegucigalpa e Tegucigolpe sono tutto l'Honduras dal 28 di giugno in avanti e purtroppo c'è tanta gente, giornalisti e non, che scrivono tanto per scrivere pur non sapendo dove si trova l'Honduras o, se ci sono, non avendola mai incontrata veramente.
La prima cosa che mi viene in mente dopo aver letto lo scritto di Giuseppe Gentiloni è che lo abbia scopiazzato qua e là dalle varie agenzie. Vorrei comunque dirgli di informarsi meglio e su più fronti prima di scrivere e diffondere notizie simili a quelle che ha inviato a Peacereporter: certe sue affermazioni non solo sono false, ma anche pericolose".

 


Testo raccolto da

Stella Spinelli

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