PARTI IN CONFLITTO
1948-OGGI: il conflitto vede il governo militare del paese contro diversi movimenti
armati separatisti: tra questi quelli che combattono attivamente sono l’Unione
Nazionale Karen (KNU), l’Esercito dello Stato di Shan (SSA) e il Partito Progressista
Nazionale Karenni (KNPP). Differentemente hanno firmato un cessate il fuoco col
governo l’Organizzazione per l’Indipendenza Kachin (KIO), l’Esercito di Stato
Unito Wa (UWSA), l’Alleanza Nazionale Democratica del Myanmar e la Lega Nazionale
per la Democrazia (NDL). Le minoranze etniche nel Myanmar sono oltre 35. Il paese
è guidato dal 1948, anno dell’indipendenza dalla Gran Bretagna, da una giunta
militare che reprime le libertà fondamentali della popolazione e deporta i civili
di origine diversa da quella birmana.
VITTIME
Il divieto d’accesso nelle zone di conflitto, note anche come “black area”,
rende impossibile determinare con certezza il numero delle vittime. Si stima,
comunque, che siano almeno 30 mila i morti tra la sola popolazione Karen dall’inizio
del conflitto.
RISORSE CONTESE
Il Myanmar è il secondo produttore di oppio al mondo dopo l’Afghanistan, con
più di 60 mila ettari di piantagioni di papavero.
FORNITURA ARMAMENTI
La Cina, insieme a Singapore, ha venduto armi al regime militare al governo,
ma negli ultimi anni ha iniziato a temere le connessioni tra i cartelli criminali
birmani e le mafie cinesi. Negli ultimi mesi i signori della guerra e della droga
avrebbero ripiegato aprendo una rete clandestina di trasporto d’armi dalla Russia
e dall’Europa Orientale. Il governo militare accusa la Thailandia di sostenere
i gruppi ribelli. Tutte le parti in lotta si finanziano con i proventi della vendita
di eroina.