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"Firmeremo entro febbraio la carta di riconciliazione palestinese proposta dagli egiziani". Sono parole di distensione quelle di Aziz Dweik, presidente del parlamento palestinese e dirigente di Hamas. In un'intervista al quotidiano arabo al-Quds al-Arabì Dweik ha annuncito che il suo partito firmerà "il documento degli egiziani così com'è, senza modifiche, avendo ottenuto alcune garanzie da parte dei funzionari del Cairo".
Le riserve di Hamas sarebbero derivate da alcune incomprensioni con al-Fatah "per quanto riguarda il licenziamento da parte dell'Anp degli impiegati pubblici legati ad Hamas e la prosecuzione della campagna di arresti in Cisgiordania nei confronti dei nostri militanti".
Secondo fonti citate da al-Quds al-Arabì, però, non sarebbero state sufficienti le assicurazioni dei mediatori egiziani. Sarebbero intervenuti infatti, per esercitare ulteriore pressione e allo stesso tempo offrire garanzie ad Hamas, diplomatici da altri paesi della regione, in particolare da Turchia e Siria.