09/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il direttore della Commissione dei Diritti Umani del Ministero degli Affari Esteri, davanti alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani di Washington (Cidu) ha annunciato l'impegno del Governo a risarcire la Chiesa, il popolo e la famiglia

Svolta del governo salvadoreño nel caso dell'assassinio di monsignor Oscar Arnulfo Romero, ucciso dai cosiddetti squadroni della morte nel marzo del 1980. Lo stato centro americano ha ammesso per la prima volta la responsabilità della morte del sacerdote, assassinato per le sue denunce di violazione dei diritti umani nel paese, mentre stava officiando la messa il 24 marzo 1980.
Alla Cidu di Washington, David Morales, direttore della Commissione dei Diritti Umani del Ministero degli Affari Esteri di El Salvador, ieri ha annunciato che il governo s'impegnerà a risarcire i danni alla Chiesa, al popolo e alla famiglia del vescovo, così da poter avviare un processo di "risanamento e dialogo nazionale". Questa inedita presa di posizione cambia radicalmente l'atteggiamento tenuto fino ad ora dal governo salvadoregno.
Nel 1993, la Commissione per la Verità istituita per indagare sui crimini commessi durante la guerra civile salvadoregna, aveva concluso che l'assassinio era stato eseguito da uno squadrone della morte composto da civili e militari dell'estrema destra comandati dal maggiore Roberto D'Aubuisson.
La Commissione Interamericana dei Diritti Umani già nel 2000 aveva raccomandato al governo salvadoregno di allora, che si era rifiutato di riconoscere la propria responsabilità, di avviare un'indagine giudiziaria completa, ed il risarcimento dei danni causati dal conflitto.

 

 

Categoria: Guerra
Luogo: Salvador