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Il processo contro Roy Bennett è cominciato ad Harare, capitale dello Zimbabwe. L'accusa è di aver partecipato ad un complotto per l'uccisione del presidente Robert Mugabe. Ma il premier Morgan Tsvangirai non ci sta, e difende il suo collaboratore: "è un'accusa calunniosa".
Bennett, di origini europee, era fuggito nel 2006 in Sudafrica dopo che il governo Mugabe aveva espropriato le sue terre accusandolo di tramare per uccidere il presidente. Rientrato nel febbraio 2009 per partecipare al nuovo governo di coalizione nel ruolo di viceministro dell'Agricoltura, era stato subito arrestato, causando il ritiro dell'opposizione dall'esecutivo.
Ora Bennett rischia la pena di morte. Accusato di terrorismo, ribellione, sabotaggio e banditismo, all'udienza è rimasto seduto in silenzio ad ascoltare l'accusa. Che ha portato in aula fucili e munizioni che sarebbero serviti ad organizzare l'attentato.