09/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La Cgt, la più grande organizzazione sindacale francese, proclama lo sciopero ad oltranza

Sulla regolarizzazione dei lavoratori sans papiers Peacereporter ha intervistato Raymond Chauveau, sindacalista della Cgt (confederazione generale del lavoro) e coodinatore dei lavoratori sans papiers.

Il ministro dell'Immigrazione sta redigendo un nuovo testo sulla regolarizzazione del lavoro straniero e sostiene di aver chiesto la collaborazione dei sindacati. E' vero?

No, non è vero. Non c'è stata alcuna richiesta di collaborazione ai sindacati da parte del ministro Eric Besson e questa mancanza ci ha sorpreso molto.

Quali proposte avete fatto al ministro Besson per ottenere una legge più umana e flessibile nei confronti dei sans papiers?

Per il momento non vogliamo fare alcuna richiesta. Attendiamo le mosse del ministro dell'Immigrazione e solo in base alle sue proposte decideremo se sospendere o meno lo sciopero. Per ora lo sciopero continua ad oltranza. Dall'inizio di ottobre ad oggi circa cinquemila lavoratori sans papiers dell'Ile de France sono in sciopero per chiedere la tutela dei loro diritti ed ottenere la regolarizzazione.

Qual è la politica del governo Sarkozy nei confronti dei cittadini extracomunitari?

Non penso si possa dire che esista una politica. Sarkozy e i suoi ministri puntano tutto sulle espulsioni, senza considerare né i costi dei rimpatri forzati, né che la Francia ha bisogno di questa manodopera.

Quanti sono all'incirca i lavoratori sans papiers?

E' difficile rispondere a questa domanda proprio perché si tratta di lavoratori non in regola. Quello che so è che a partire da ottobre il movimento dei sans papiers ha dato vita ad un'ondata di scioperi e manifestazioni senza precedenti.

Quali sono le principali professioni svolte dai sans papiers?

La manodopera straniera è impiegata principalmente nei settori delle costruzioni, della ristorazione, delle pulizie, del lavoro domestico e dell'assistenza domiciliare.

Quando pensate di porre fine allo sciopero?

Non possiamo dirlo. Tutto dipenderà dalle proposte del ministro dell'Immigrazione e dalla sua disponibilità al dialogo con noi. Un punto di partenza per noi interessante potrebbe essere il famoso accordo del 2008. Nonostante le mille promesse, il Governo non lo ha mai rispettato.

Benedetta Guerriero

Benedetta Guerriero

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