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Radovan Karadzic non sarà stato contento quando nella sua cella gli hanno notificato la decisione della Corte sul prosieguo del processo. La cancelleria dell' Icty ha ricevuto l'ordine di nominare un avvocato che assista l'imputato nelle udienze a venire. Si è inoltre deciso di fissare la prossima udienza al primo marzo 2010. Tre mesi e mezzo di tempo per consentire all'avvocato di informarsi adeguatamente sul procedimento e di studiare le due milioni di pagine raccolte dalla procura e dall'imputato. Al momento, comunque, Karadzic mantiene il suo diritto all'autodifesa e potrà continuare a preparare la sua linea difensiva. Tuttavia, precisa la Corte, "qualora l'imputato dovesse risultare ancora assente alla ripresa delle udienze di marzo, continuare in comportamenti ostativi al corretto e spedito svolgimento del processo, perderà il diritto ad autorappresentarsi in giudizio e l'avvocato di ufficio lo sostiuirà in tutto e per tutto nel corso del procedimento".
Il documento. Nelle 12 pagine a firma del giudice O-Gon Kwon, la Corte motiva in maniera articolata la decisione di assegnare un avvocato all'imputato ripercorrendo le tappe fondamentali che hanno condotto a questa scelta. Il 3 settembre del 2009 Karadzic presentava istanza per ottenere un termine dilatorio di dieci mesi per la prima udienza, finalizzato a raggiungere un'adeguata preparazione della linea difensiva. Il 13 ottobre 2009 la Corte d'Appello respingeva l'istanza dell'imputato ritenendo che quest'ultimo avesse avuto tempo a sufficienza per conoscere dei documenti del procedimento. Il tribunale fissava così la prima udienza al 26 ottobre 2009. Il 21 ottobre, Karadzic inviava una lettera di cinque pagine in cui avvisava la Corte che avrebbe disertato l'udienza non ritenendosi adeguatamente preparato. Il procuratore Alan Tieger, in quella prima udienza avanzava richiesta formale alla Corte affinché venisse emesso un avvertimento specifico all'indirizzo di Radovan Karadzic sulla facoltà del tribunale di comprimere il diritto all'autodifesa qualora continuasse a disertare l'aula. Il 27 ottobre, come il 2 novembre, l'imputato risultava ancora assente. Nell'udienza procedurale del 3 novembre, fissata dalla Corte per risolvere la questione, il giudice O-Gon chiedeva ad accusa e difesa quale strada suggerivano di seguire: a) proseguire il processo in assenza dell'imputato; b) nominare un avvocato d'ufficio con conseguente aggiornamento del processo per consentirgli un'adeguata preparazione; c) nominare un amicus curiae.
Le opinioni di accusa e difesa. Secondo la Corte, Karadzic, che si dichiarava impreparato perché impossibilitato a leggere due milioni di pagine in cinque mesi, ha semplicemente ripetuto le sue asserzioni contenute nelle precedenti istanze e lettere e non "ha specificamente affrontato le questioni poste dal giudice". La procura prospettava, invece, due scenari: il primo, in cui Karadzic avrebbe rilasciato la sua dichiarazione di apertura per poi procedere all'esame dei testimoni con l'assegnazione di un avvocato che lo assistesse formalmente in giudizio; il secondo, in cui all'imputato veniva assegnato un avvocato, da subito, con un necessario aggiornamento del processo per la preparazione del processo.
Le motivazioni e il rinvio. La Corte ha scelto di assegnare un avvocato d'ufficio a Karadzic nell'interesse della giustizia, poiché l'imputato ha "sostanzialmente e persistentemente ostacolato il regolare e naturale corso del processo rifiutando di prendervi parte fino a un tempo in cui lo stesso non si ritenga adeguatamente preparato". In ogni caso, "l'avvocato dovrà avere il tempo necessario per prendere familiarità con il caso. Si tratta di un caso molto complesso. Nessun avvocato - si legge nel documento -, neanche il più preparato ed efficiente, potrebbe essere in grado di assistere l'imputato senza un tempo sufficiente, sebbene limitato, per la preparazione". Il tribunale, volendo preservare il diritto all'autodifesa dell'imputato lo "incoraggia a discutere la linea difensiva e a collaborare pienamente con l'avvocato". Il tempo "sufficiente", per la Corte, è di tre mesi mezzo. Il prossimo atto andrà dunque in scena il 1° marzo 2010.
Nicola Sessa