05/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Per ogni donazione il compenso è di 168 yuan, circa sedici euro

Secondo quanto riporta oggi il quotidiano China Daily, più di seimila contadini della provincia dell'Hubei, nella Cina centrale, sono costretti a vendere regolarmente il proprio sangue per poter sopravvivere. C'è chi ricorre alle donazioni per pagare gli studi ai figli e chi per potersi curare.
Per ogni donazione i contadini ricevono 168 yuan, circa sedici euro, e i prelievi vengono effettuati ogni quindici giorni presso una clinica autorizzata dall'ufficio sanitario del distretto di Yuanxian. I funzionari governativi hanno affermato che il pagamento della donazione deve essere considerato come un "sussidio per la nutrizione" e che i prelievi vengono eseguiti in condizioni igieniche sicure.
Alla fine degli anni Novanta aveva fatto scalpore il dramma di migliaia di contadini dell'Henan che avevano contratto l'Hiv a causa di prelievi effettuati in condizioni igieniche precarie.

Categoria: Diritti, Popoli
Luogo: Cina
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