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Il governo della Malesia ha sequestrato diecimila Bibbie perchè nella traduzione del testo in lingua locale per indicare Dio è stata utilizzata la parola Allah. A rivelarlo è stata la Bbc che ha precisato che il governo, dominato da musulmani, ha affermato che la parola Allah è islamica e che il suo uso in un testo cristiano può creare "disturbo" fra i cittadini, due terzi dei quali di religione musulmana. La Chiesa cattolica si è rivolta ai tribunali perchè il sequestro sia annullato sostenendo che anche se l'origine della parola è araba i malaysiani la usano da secoli per riferirsi a Dio, e i cristiani di lingua araba lo fanno anche da prima che venisse fondato l'Islam. La Federazione cristiana del Paese ha sottolineato che la libertà di espressione religiosa garantita dalla Costituzione viene meno se ai fedeli viene impedito di leggere la Bibbia nella propria lingua. Il governo di Kuala Lumpur non è nuovo ad atti di questo genere: già nello scorso marzo 5 mila Bibbie importate dall'Indonesia erano state poste sotto sequestro.