22/10/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo le elezioni farsa il regime si scatena contro l'opposizione
Ilham Aliyev, in foto suo padre Heidar“Se prosegue la repressione, entro la fine del mese in Azerbaijan non esisterà più un’opposizione”. Peter Bouckaert, di Human Right Watch, non usa mezzi termini. “Le autorità azere stanno approfittando dei disordini postelettorali, da esse stesse provocati, per giustificare la liquidazione di massa di tutti gli oppositori politici”. Secondo le denunce dell’associazione americana per la tutela dei diritti umani, durante e dopo gli scontri di piazza dei giorni scorsi, costati la vita ad almeno cinque manifestanti, la polizia ha avviato una campagna di arresti di massa che ha di fatto decapitato l’opposizione politica che contesta la vittoria elettorale del presidente Ilham Aliyev, definita da tutti gli osservatori elettorali internazionali come una frode di dimensioni scandalose. Con uno stile che ricorda le dittature sudamericane degli anni ‘70, agenti armati di mitra e col volto coperto da passamontagna hanno fatto irruzione nelle abitazioni e negli uffici di centinaia di attivisti politici, tra cui i leader di tutti i partiti d’opposizione, decine di giornalisti indipendenti, direttori delle locali associazioni di difesa dei diritti umani. Gli arrestati sono stati portati nel carcere del ministero dell’Interno di Baku, tristemente noto per le violenze e le torture inflitte ai detenuti. Di loro non si sa più nulla. Lo stesso candidato presidenziale dell’opposizione, Isa Gambar, leader del partito Musavat (Uguaglianza), è stato messo agli arresti domiciliari, le sue guardie del corpo arrestate. I quotidiani d’opposizione non stampano più dal giorno delle elezioni. Le strade d’accesso alla capitale sono chiuse da posti di blocco della polizia per evitare l’afflusso in città di eventuali manifestanti. L’elezione di Alyev, figlio dell’ex presidente Heidar Alyev, è stata una vera e propria successione dinastica mascherata da elezione. “Se si vuole conservare il significato originale del termine ‘elezioni’, per gli eventi del 15 ottobre in Azerbaijan bisogna utilizzare un’altra parola”, si legge in un comunicato degli osservatori elettorali dell’Osce (l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa).

Enrico Piovesana

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