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"Fronte del Jihad, della liberazione e della salvezza nazionale". Così si chiamerà il gruppo politico armato organizzato da Izzat Ibrahim al-Douri, ex vice di Saddam Hussein e attuale leader del partito fuorilegge al-Baath, che avrà il compito di gestire la fase successiva al ritiro delle truppe Usa dal Paese.
A riferirlo è il quotidiano arabo Al-Hayat: il fronte unirà 50 gruppi armati per occuparsi della restaurazione politica in Iraq dopo il ritiro Usa.
"Nessun negoziato con gli americani potrà essere avviato finchè non si ritireranno completamente dall'Iraq". In un messaggio diffuso su Internet al-Douri annuncia anche che "dopo il ritiro delle truppe Usa sarà formato un consiglio nazionale che assumerà provvisoriamente il potere, riportando il paese alla normalità e organizzando elezioni generali. Il fronte crede in un unico e unito Iraq arabo-islamico".
Intanto le trattative condotte dal governo iracheno con le autorità locali subiscono un brusco stop dopo gli attentati della settimana scorsa. Il processo di riconciliazione nazionale, che comunque non coinvolgeva la fazione di al-Douri, si è fermato perché il governo di Baghdad ha accusato i gruppi armati dell'opposizione di essere dietro agli attentati della capitale. In particolare, secondo l'amministrazione, i baathisti sarebbero vicini ad al-Qaeda.