scritto per noi da
Giorgio Trucchi*

Dopo un’estenuante giornata di trattative, i
bananeros hanno raggiunto un accordo con il governo su 5 dei 19 punti previsti dal documento
presentato. Una grande meta raggiunta, che comprende persino provvedimenti per
il risarcimento dei danni subiti dai
cañeros (i lavoratori della canna da zucchero).
Iniziano i lavori. Dopo i primi momenti di tensione dovuti alla presenza non desiderata del Ministro
dell'Agricoltura, Augusto Navarro, i lavori sono iniziati non appena il ministro
è stato costretto dalla fermezza dei lavoratori in lotta ad abbandonare la sala.
Il Ministro della sanità, Margarita Gurdiàn, ha dimostrato interesse all'argomento
e ha mantenuto la parola convocando tutti i settori del governo coinvolti nella
problematica.
Tra discussioni, a volte accese, ma sempre rispettose è stato firmato il primo
accordo.
Ecco gli elementi portanti. Si è finalmente riusciti a far partire i lavori, a discutere concretamente con
le persone che hanno potere decisionale all'interno dei vari ministeri e istituti
statali.
Si è stabilito un percorso a tappe in modo da verificare, tra una riunione e
l'altra,
il rispetto degli accordi firmati dal governo. Si prevedono, per ogni punto, delle
riunioni specifiche per trovare soluzioni immediate. La prima cosa sarà rilevare
il censo di ogni singolo ammalato presente nella
Ciudadela Nemagón in modo da procedere poi a stabilire diritti e risarcimenti.
La società civile non ha giocato soltanto un ruolo da osservatrice, ma ha partecipato
attivamente al raggiungimento degli accordi dato che ha piena competenza sui
temi trattati. Il suo peso è stato importante, sia per la presa di decisioni,
che per l'elaborazione della strategia.
L'Associazione Italia-Nicaragua, per esempio, è a tutti gli effetti firmataria, come società civile, degli Accordi
raggiunti e sarà presente in ogni incontro futuro. Sono state fissate date e orari
precisi per ogni riunione.
E' solo l'inizio. E’ già qualcosa, dunque, anche se la partita è appena iniziata. I tempi di permanenza
dei bananeros a Managua si allungano e diventa ancora più urgente appoggiarli con aiuti concreti.
Nel frattempo, comunque, è stato ottenuto che ogni singolo ammalato in sit-in
di fronte al parlamento venga visitato dai medici dei vari Centri di salute, in
base a una lista compilata secondo la gravità dei casi. La pressione su governo
e deputati giocherà adesso un ruolo fondamentale.
Il tempo stringe. Sarà necessario, però, stringere i tempi. Dopo la
semana santa, è prevista una serie di mobilitazioni che potrà far passare in secondo piano
il dramma del Nemagòn. L’aumento inarrestabile del prezzo del petrolio e quindi,
di conseguenza, dei prezzi di tutti i beni di consumo e persino dei servizi –
un esempio per tutte la richiesta delle cooperative di trasporto pubblico di rincarare
il biglietto della corsa – provocherà un’ondata di proteste che si andranno a
sommare ai cortei contro l’approvazione del
Trattato di libero commercio (Tlc). I
bananeros, dunque, torneranno a essere purtroppo una delle tante emergenze del Nicaragua,
e il governo avrà il suo bel da fare per portare calma e giustizia.