02/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Segretario di Stato Usa riconosce il merito della proposta israeliana ma non retrocede sulla posizione Usa

Gli Stati Uniti non hanno cambiato la propria posizione sul congelamento degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, ma l'offerta dello Stato ebraico prevede una limitazione nell'espansione delle colonie "senza precedenti". Lo ha affermato il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, in Marocco per una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi Arabi, dopo aver incontrato a Gerusalemme il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. L'offerta del primo ministro dello Stato ebraico, ha spiegato la Clinton, "e' ben lungi... dalle nostre aspettative" ma se Israele rispettera' gli impegni, "si trattera' di una restrizione degli insediamenti senza precedenti". Il capo della diplomazia americana ha rivolto un nuovo appello a Israele affinche' faccia "un gesto positivo" verso i palestinesi. "Ho detto a Netanyahu che i passi positivi mossi dai palestinesi dovrebbero incontrarsi con altrettanti gesti da parte israeliana per quanto riguarda i movimenti, l'accesso" e sul modo in cui le forze israeliane amministrano la sicurezza in Cisgiordania, ha affermato la Clinton, sottolineando che lo Stato ebraico "ha fatto alcuni passi in questa direzione, ma vi e' bisogno che faccia di piu'". Intanto, il segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, anche lui in Marocco, ha espresso "delusione" per i colloqui tra la Clinton e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, poiche', secondo Moussa, gli Usa non sono riusciti a convincere lo Stato ebraico a congelare del tutto gli insediamenti in Cisgiodania come richiesto dal presidente palestinese, Abu Mazen, che aveva posto tale condizione come necessaria per la ripresa dei negoziati di pace.

Categoria: Diritti
Luogo: Israele - Palestina
Pubblicità