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Si teme per la vita di almeno quindici dei trentanove migranti a bordo di un barcone che tentavano di raggiungere le coste dell'Australia.
Le richieste di aiuto alle autorità australiane sono giunte domenica sera e i primi tentativi di soccorso sono arrivati da parte di una nave mercantile e di un peschereccio.
Angus Houston, capo della Difesa australiana, ha annunciato che l'incidente è avvenuto nell'Oceano Indiano, in un'area poco battuta al largo delle isole Cocos. Non è ancora stata data conferma ufficiale se il barcone affondato fosse una delle tante imbarcazioni illegali con a bordo persone in cerca d'asilo. Nel corso dell'anno sono pervenute al governo australiano più di 1.700 richieste di asilo politico, principalmente da migranti originari dello Sri Lanka e dell'Afghanistan. Durante le operazioni di salvataggio 19 persone sono state tratte in salvo dall'autocisterna Bahamas, mentre un velivolo dell'aereonautica ha messo a disposizione una zattera per recuperare altri cinque superstiti. "Penso sia giusto affermare - ha detto il primo ministro australiano Kevin Rudd - ci sono molte incertezze circa il numero delle persone a bordo. Noi pensiamo che sulla barca ci fossero almeno trentanove migranti".
Benedetta Guerriero