27/10/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La lunga corsa verso il Litio boliviano vede come concorrente anche la Corea del Sud

La certezza della presenza di enormi giacimenti di Litio nell'area del Salar de Uyuni, sud-ovest del Paese, ha fatto in modo che molte nazioni iniziassero, come mai avvenuto in precedenza, a proporre e firmare accordi di cooperazione al presidente Evo Morales.

Prima i russi, poi i francesi. E ancora brasiliani e Giapponesi: molte aziende multinazionali di un certo spessore si sono fatte avanti per dare aiuto e assistenza tecnica allo sviluppo della nazione, che oggi passa proprio per le grandi riserve di Litio.
Negli ultimi giorni a La Paz si è presentata la Corea del Sud che secondo le parole di Lee Sang Deuk, giunto appositamente dall'oriente inviato dal suo governo "è totalmente a disposizione a collaborare con la Bolivia per arrivare allo sviluppo del Paese attraverso lo scambio e l'apprendimento delle reciproche conoscenze". Insomma, una collaborazione a tutto tondo che si è trasformata in breve tempo in azione reale. Morales e Lee Sang Deuk hanno infatti inaugurato insieme un'area ampliata dell'ospedale infantile di El Alto, città sobborgo di La Paz, dove è altissima la concentrazione di indigenti. "Il nuovo blocco del reparto di maternità inaugurato oggi a El Alto era uno degli obiettivi della politica di Morales che pone molta attenzione nell'aiuto di donne e bambini" hanno detto da El Alto i funzionari presenti alla cerimonia.
In più, Sang Deuk si è lasciato andare a copiosi salamelecchi nei confronti del primo presidente indio della storia boliviana, alla bellezza del Paese andino e a tutto quanto serve per far bella figura con il padrone di casa.


Forse, però, dietro le dichiarazioni ufficiali, i bei modi e le belle parole sulla voglia e sulla necessità di collaborare e di far diventare grande la Bolivia, si nasconde la vera realtà dei fatti: la necessità delle grandi compagnie e degli stati di avvicinarsi quanto più possibile alle riserve di Litio. Con questo metallo, infatti, si producono batterie (quelle dei telefoni cellulari ad esempio) che, in un futuro non troppo lontano, saranno utilizzate per far muovere le automobili. Prima la corsa era per il petrolio, oggi che l'oro nero scarseggia le grandi compagnie multinazionali cercano vie alternative per consolidare la loro ricchezza. E allora via, tutti di corsa a fare i gentili e a offrire i propri servizi al presidente Morales.
"Il governo boliviano ha compiuto enormi sforzi per migliorare sensibilmente l'economia del Paese e la stabilità politica. Anche molti altri progetti, come quelli sull'alfabetizzazione e quelli di sostegno per le persone della terza età, sono stati molto positivi. Il presidente Morales ha fatto dal 2006 a oggi un lavoro eccellente" ha detto l'incaricato sudcoreano.
Ci si chiede come mai quando c'era da sostenere il leader boliviano durante la sua battaglia in favore della foglia di coca per uso tradizionale, nessuna nazione che ora vuole il Litio si sia alzata in piedi e lo abbia aiutato nella sua campagna.

Alessandro Grandi

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