26/10/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L’assistenza del governo, promessa dal 14 ottobre, tarda ad arrivare

Duecento famiglie di sfollati vivono da oltre due settimane in condizioni precarie. Succede in Colombia, tra Las Marìas e Bocas de Vibora, dipartimento costiero di Nariño. Fonti della Pastorale Sociale riferiscono che all'inizio del mese i desplazados sono fuggiti dai combattimenti tra le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) e la Marina governativa, impegnata ad aprire un varco lungo il Rio Satinga.
Gli sfollati, per la maggior parte afro-colombiani, attendono da giorni gli aiuti di Accion Social, l'agenzia presidenziale addetta al soccorso umanitario. "Le comunità sfollate si trovano in una situazione molto complicata, non gli sono ancora giunti aiuti, continuano a dormire su teli di plastica e coperte".
L'azione dell'esercito è necessaria a preparare la strada ad un gruppo di 300 sradicatori manuali, incaricati di azzerare le piantagioni di coca che foraggiano le Farc. Ma gli stessi sradicatori creano ulteriori problemi, rubando i prodotti agricoli che trovano nelle proprietà incustodite. Per gli sfollati si profila quindi anche il problema della fame, che si aggiunge ad una situazione in cui la presenza di individui armati impedisce il regolare svolgimento delle più elementari attività quotidiane.

Parole chiave: colombia, farc, desplazados
Categoria: Guerra, Profughi
Luogo: Colombia