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Israele ripeterà l'indagine interna al proprio esercito per fugare ogni dubbio sui crimini di guerra contestati dal Rapporto Goldstone. "È necessario dimostrare che non ci sono state violazioni" ha detto il vice di Avigdor Lieberman, Danny Ayalon annunciando alla Bbc le intenzioni del suo paese. La prima indagine militare era già "completamente indipendente, ma provvederemo ad organizzarne un'altra per vederci più chiaro".
Israele aveva precedentemente rifiutato di collaborare con la Commissione Onu per i diritti umani, contestando le conclusioni della relazione stilata dal giurista sudafricano Richard Goldstone sull'operazione Piombo Fuso. Il rapporto accusava sia Hamas che l'esercito israeliano di palesi violazioni delle regole di guerra internazionali, in primo luogo per la mancata distinzione tra bersagli militari e civili.
Richard Goldstone aveva chiesto a Israele di istituire una commissione indipendente che investigasse a partire dalle conclusioni del Rapporto che porta il suo nome, ritenendo che un'indagine interna all'esercito non fosse sufficiente. Richiesta sottoscritta da una parte crescente dello stesso governo e dell'opinione pubblica di Israele, oltre che da giuristi e politici di tutta la comunità internazionale. Ma il governo di Benjamin Netanyahu non sembra disposto a cedere.