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La visita avvenuta nei giorni scorsi del ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos all'Havana ha lasciato il segno. Non tanto per la scarcerazione di un noto dissidente e l'esenzione dal carcere per un imprenditore spagnolo accusato di corruzione, ma per i colloqui sulla riapertura dei rapporti fra l'Unione Europea e Cuba, che erano all'ordine del giorno.
E non sono mancate le critiche verso Moratinos, colpevole, forse, di non aver indirizzato i colloqui verso la libertà d'espressione e la prigionia dei dissidenti. Ma la spiegazione è stata chiara e convincente: la Spagna a gennaio diventerà presidente di turno dell'Ue e vorrebbe ricucire i rapporti fra le due comunità eliminando il provvedimento del 1996 che sottometteva la riapertura dei rapporti diplomatici "alla transizione cubana verso il multipartitismo". Cosa che all'Havana non è mai piaciuta e che ha sempre ritenuto inaccettabile. Lo stesso ministro Moratinos a chi chiedeva lumi sul suo viaggio ha risposto con fermezza. "Lo scopo era quello di rafforzare le relazioni bilaterali".
In ogni caso sia l'Havana sia Madrid escono da questa tornata di colloqui con una buona dose di ottimismo per il futuro e qualche accordo concreto. Come quello della promessa di sbloccare i quasi 400 milioni di dollari Usa di proprietà di imprese iberiche e parcheggiati nelle casse delle banche cubane. Non solo. Secondo quanto riferito dal ministro Moratinos, il presidente cubano Raul Castro apprezzerebbe molto Barack Obama, presidente Usa e fresco di premio Nobel per la Pace. Dunque, sembrano essere finiti i tempi in cui l'Ue contribuiva a bloccare lo sviluppo cubano grazie agli interventi dell'ex leader spagnolo Josè Maria Aznar, spalleggiato da Gran Bretagna, Svezia e Paesi Bassi. L'inversione politica in Spagna, legata alla nuova azione inaugurata già dal primo governo Zapatero, si riflette anche sulle decisioni di politica internazionale e potrebbe portare entro breve a grandi cambiamenti nella gestione politica della vicenda.
Intanto si viene a sapere che l'imprenditore spagnolo scarcerato si chiama Pedro Hermosillo, il quale ha potuto far rientro nella sua casa nella capitale cubana, e attenderà da lì il giudizio sulle mazzette che si presume abbia distribuito per ottenere favori per le sue aziende.
Il dissidente liberato, Nelson Aguiar, 64 anni, è malato da tempo e soffre di ernia del disco, ipertensione e artrosi. La sua liberazione, però, da molti è vista come un regalo alla Spagna, attivissima nel voler reintrodurre l'isola nei rapporti con l'Ue. Ne è convinto Elizardo Sanchez rappresentante della Commissione Indipendente Cubana per i Diritti Umani, che sostiene che la liberazione sia "un atto di cortesia in favore di Madrid".
Un altro personaggio legato alla dissidenza cubana, Lazaro Angulo, già libero da qualche tempo, ha ottenuto dalle autorità cubane il via libera per lasciare il Paese e volare verso la Costa Rica.
La tensione che si era creata nel 2003 quando il governo cubano fece incarcerare 75 dissidenti si sta allentando solo in questi mesi. Ma nelle carceri cubane restano ancora 53 dissidenti.
Alessandro Grandi