21/10/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo un mese ripristinati i diritti costituzionali di informazione e manifestazione

Il governo golpista dell'Honduras ha derogato ufficialmente il decreto emesso il mese scorso con il quale si restringevano una serie di garanzie costituzionali. Oltre alla riapertura di alcuni mezzi di comunicazione, come Radio Globo e Canal 36, la misura consentirà di nuovo il diritto di riunione e manifestazione. Le due emittenti erano state chiuse dopo aver diffuso i proclami del presidente legittimo Manuel Zelaya che chiamava il popolo all'insurrezione contro i dirigenti golpisti. La sospensione del provvedimento di censura è stata pubblicata ieri nella Gazzetta Ufficiale come comunicato della Casa Presidenziale. "Dal momento in cui si è messa in moto questa misura - riporta il documento - nelle strade di questa capitale sono cessate le manifestazioni degli zelaysti, che avevano come obiettivo, oltre quello di uscire per le strade a protestare, quello di delinquere. Come è accaduto quando hanno distrutto i negozi". Come ormai di consueto la dirigenza golpista stravolge la realtà, dato che il movimento che dal 28 giugno sta resistendo in nome della democrazia ha come prerogativa il pacifismo. Anzi, proprio per l fatto che i manifestanti girano ovunque disarmati, si contano tra di loro numerosi morti. Discordanti ancora le cifre. C'è chi parla di venti e chi di sei. Questi ultimi sarebbero coloro che sono morti durante le marce o in conseguenza di fatti accaduti durante le marce, per mano delle forze dell'ordine. Le altre vittime sono morti extragiudiziali la cui dinamica deve ancora essere oggetto di accurate indagini, che solo quando la situazione nel paese sarà tornata alla normalità protranno essere regolarmente eseguite.
Con la revoca del precedente provvedimento scompare anche il coprifuoco, di ventiquattro ore, che ha coinvolto la popolazione di Tegucigalpa durante i giorni successivi al golpe. Intanto, i colloqui che dovrebbero portare golpisti e presiente legittimo a trovare una ccordo sembrano essersi arenati, per l'ostilita del presidente de facto Roberto Micheletti. Zelaya resta rinchiuso nell'ambasciata brasiliana in Honduras.

Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Honduras