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La Corte costituzionale dell'Uruguay ha respinto la legge d'amnistia che ha impedito fino a oggi di celebrare i processi per i crimini commessi da poliziotti e militari durante gli anni della dittatura (1973-1985).
La Corte Suprema, chiamata a pronunciarsi all'interno del processo per l'uccisione di un militante comunista avvenuta nel 1974, ha stabilito che l'amnistia è incostituzionale perché viola il principio di separazione dei poteri e perché a suo tempo era stata approvata senza seguire la procedura indicata dalla Costituzione.
Il pronunciamento della Corte ha soprattutto un valore politico, dal momento che il 25 ottobre si svolgerà il referendum indetto per abrogarla. Stando ai sondaggi il 48 percento degli uruguayani sarebbe favorevole ad abrogare la Ley de Caducidad de la pretensión punitiva del Estado, promulgata subito dopo la caduta del regime nel 1986 e ratificata nel 1989, quando stavano per tornare al potere i militari. Il 34 percento degli uruguayani, però, la riterrebbe ancora utile.