20/10/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente legittimo dichiara che non tornerà al tavolo del dialogo se non ci sarà una proposta seria e costruttiva

Una "fase di evidente ostruzione" dovuta alla poca volontà politica del governo di fatto. E' stato questo il responso della commissione negoziatrice per il ritorno al potere del presidente legittimo dell'Honduras, Manuel Zelaya, al termine del dialogo di ieri con gli esponenti del governo de facto capeggiato da Roberto Micheletti. Secondo Victor Meza, capo della commisione pro-Zelaya, ci sarebbe un'evidente mancanza di disponibilità dei golpisti a trattare in modo serio per il ritorno al potere di Zelaya. Nonostante ciò i rappresentanti non hanno chiuso le porte al dialogo, organizzato dall'Organizzazione degl Stati Americani, anche se hanno specificato che "non ci incontreremo di nuovo fino a quando non avremo una proposta seria e costruttiva. Il tempo che si da ai golpisti lo perde l'Honduras". Ai cronisti che gli hanno chiesto un'opinione sulla controproposta consegnata dai rappresentanti di Micheletti, Meza ha risposto: "Questa proposta è un insulto perchè ci spinge a dire che non c'è stato un colpo di Stato (...) ciò che accadrà dipende da questo, dipende dalla volontà dei golpisti". Ieri pomeriggio la commissione di Micheletti ha presentato durante il dialogo una proposta con la quale si stabilisce che siano le due rappresentanze, la sua e quella di Zelaya, quelle che deciderano la soluzione della crisi in Honduras, ma sulla base delle relazioni del Congresso e della Corte Suprema. Queste verteranno sui fatti antecedenti al colpo di Stato del 28 giugno scorso e serviranno da fondamento per la decisione, secondo quanto dichiarato da Armando Aguilar, membro della commissione Micheletti.

Parole chiave: Honduras, Zelaya, Micheletti
Categoria: Politica
Luogo: Honduras