19/10/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Usati durante la guerra con Hezbollah nel 2006 sono stati fatti esplodere a distanza solo ieri

Le forze di pace delle Nazioni Unite hanno scoperto dei dispositivi di spionaggio sotterrati nel suolo del sud del Libano dall'esercito israeliano durante la guerra con Hezbollah nel 2006. La scoperta è stata fatta ieri dopo che Israele ha fatto brillare i congegni spia grazie ad un radiocomando a distanza. Dure le reazioni del primo ministro libanese Fouad Siniora che ha accusato il governo di Gerusalemme di aver violato palesemente la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che ha portato alla fine dei combattimenti.
L'incidente è avvenuto in un periodo di particolare tensione fra i due Stati dopo che all'inizio del mese l'esercito israeliano ha mostrato un video nel quale si commenta la rimozione, da parte di Hezbollah, di munizioni nei pressi della città di Tiro. L'episodio ha creato uno scontro diplomatico dal momento che la stessa risoluzione del Consiglio di Sicurezza ha imposto che nessuno, ad eccezione dell'esercito regolare libanese e dei caschi blu, può possedere armi a sud del fiume Litani. Per difendersi dall'accusa Hezbollah ha successivamente diffuso un video con il quale ha smentito le accuse e rilanciato sulla presunta violazione della risoluzione da parte di Israele che, afferma hezbollah, continua a sorvolare il territorio con aerei spia.
La guerra tra Hezbollah e Israele nel 2006 durò 33 giorni durante i quali il partito sciita lanciò una pioggia di razzi su Israele che rispose con una campagna di bombardamenti in Libano prima, e una grande incursione di terra poi.
Nel conflitto morirono oltre 1.125 libanesi e 159 israeliani, fra i quali quaranta civili.

Parole chiave: Libano Hezbollah Israele
Categoria: Guerra, Politica, Storia
Luogo: Libano