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Un quiz a premi per verificare la preparazione dei cittadini sui temi del Corano, la geografia, la cultura e la storia somala. Una curiosa idea messa in atto dall'organizzazione islamica Al-Shabab, legata ad Al-Queda, per vivacizzare i giorni del Ramadan. L'iniziativa non sarebbe poi tanto nuova, se non fosse per l'originale montepremi.
Evidentemente poco soddisfatti dei tradizionali premi, quali viaggi, crociere, elettrodomestici, i membri di Al-Shabab hanno pensato di vivacizzare il proprio quiz, rendendolo "esplosivo". In palio per i vincitori sono stati messi un kalashnikov, due granate a mano, una mina anticarro e, contro ogni aspettativa, anche una fornitura d'ufficio. Ad ospitare il quiz durante il mese sacro del Ramadan è stata Radio Andulus, un'emittente radiofonica attiva nella città portuale di Kisimayo, uno dei più importanti centri della Somalia in mano alle milizie islamiche. Visto il successo, anche Radio Garowe, un'emittente islamica indipendente, ha scelto di mandare in onda il quiz. “Lo scopo del gioco – ha dichiarato uno dei membri di Al-Shabab – è quello di coinvolgere i giovani e incitarli a prendere parte attiva alla guerra santa contro i nemici di Allah in Somalia”. Sull'iniziativa è intervenuto anche Abdul Alwali Mohammed Aden, responsabile finanziario dell'organizzazione islamica, per dare la propria benedizione.
Le milizie fondamentaliste di Al-Shabab sono state fondate nel 2004 e lottano per far cadere il governo moderato del presidente Ahmad Sharif. I militanti fondamentalisti vorrebbero restituire il potere politico alle Corti islamiche e introdurre nel Paese la sharia.
Ad aggiudicarsi l'ambito premio del quiz è stata una squadra del distretto di Farjano. Per celebrare i vincitori è stata inoltre organizzata una grande festa a cui ha preso parte una moltitudine di gente che ha reso onore ai concorrenti con grande calore, quasi fossero dei liberatori.
Un'iniziativa, quindi, che ha riscosso un grande successo popolare, ma che allo stesso tempo mostra le contraddizioni e le difficoltà che la Somalia si trova a vivere quotidianamente.
Benedetta Guerriero