22/03/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



I mammiferi acquatici si estinguono nei fiumi d'Asia inquinati. Lanciando un avvertimento anche agli uomini
  Foto Wwf
Migliaia di delfini rischiano di estinguersi nei fiumi dell’Asia. A lanciare l’allarme, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2005, è il Wwf: la salute dei mammiferi è un indicatore dello stato dei corsi d’acqua e della possibilità di accedere a una risorsa pulita per le persone che vivono lungo le rive e le foci. Dallo Yangtze al Gange, dall’Irrawaddy all’Indo, le attività dell’uomo hanno danneggiato l’habitat degli animali acquatici più sensibili e affezionati agli esseri umani. 
 
A far ammalare o addirittura morire i delfini è innanzitutto l’inquinamento derivante dalle scorie industriali e dalle sostanze chimiche usate nelle campagne circostanti. Nei loro tessuti sono stati trovati residui di pesticidi ed erbicidi. L’aumento delle dighe poi ne ha ridotto i movimenti e ha distrutto i luoghi dove erano soliti partorire. Il prelevamento dell’acqua dai fiumi ha esacerbato il problema, se si tiene conto che solo il 5 per cento di quella portata dal Gange raggiunge il mare nel Golfo del Bengala. A far diminuire la popolazione di questi mammiferi si aggiunge l’intervento dei pescatori locali che spesso li cacciano accidentalmente. Un dato preoccupante: al momento nello Yangtze, che percorre la Cina per oltre 6mila chilometri, sono sopravvissuti solo 13 esemplari.
 
fiume GangeI delfini, tra l’altro, nuotano nei bacini più popolati al mondo: circa un decimo della popolazione mondiale vive solo in quelli del Gange e dell’Indo, rispettivamente in Bangladesh e in India. “I delfini di fiume sono gli osservatori delle acque”, ha dichiarato Jamie Pittock, direttore del ‘Programma globale per le acque dolci del Wwf’. “L’alto livello di sostanze tossiche accumulate nei loro corpi è un triste avvertimento della tossicità dei corsi. L’acqua pulita non è solo fondamentale per la sopravvivenza dei delfini, ma anche per quella di milioni di esseri umani tra i più poveri della Terra. La conservazione della biodiversità e la riduzione della povertà sono due questioni estremamente connesse”.
 
Un altro fenomeno ambientale sconvolge gli equilibri dei grandi fiumi e degli abitanti dell’Asia: lo scioglimento progressivo dei ghiacciai dell’Himalaya per l’innalzamento della temperatura terrestre. In un rapporto il Wwf spiega che i Paesi himalayani, in particolare India, Nepal e Tibet, in pochi decenni potrebbero essere colpiti prima da inondazioni e in seguito da siccità e carestie. Sono infatti i ghiacciai dell’imponente catena ad alimentare i sette maggiori corsi d’acqua orientali. Il Gange, l’Indo, il Brahmaputra, il Mekong, il Thanlwin, lo Yangtze e il Fiume Giallo inizieranno a  ritrarsi di 10-15 metri ogni anno. Le ricadute sulle popolazioni di queste regioni possono essere devastanti. Centinaia di migliaia di persone, alcune delle quali lontanissime dalla catena montuosa, dipendono dall’acqua dei fiumi alimentati da quest’ultima. Sia per bere sia per irrigare le piantagioni, visto che si tratta in gran parte di contadini. “I governi dovrebbero capire che il mondo si troverà davanti a una catastrofe economica e sociale se il livello di riscaldamento del globo non verrà ridotto”, ha detto alla Bbc Jennifer Morgan, responsabile del 'Programma globale sul cambiamento del clima del Wwf'. Secondo le previsioni dell’organizzazione ambientalista, in poco più di vent’anni  la temperatura terrestre potrebbe aumentare di due gradi Celsius.
 

Francesca Lancini

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