22/03/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il filmato degli scontri fra polizia e manifestanti in Guatemala
La testimonianza di tre giovani che, in viaggio in moto per l’America Latina, si sono trovati per caso ad assistere, filmare e denunciare i tragici scontri fra manifestanti e polizia in Guatemala, durante i cortei contro la ratifica del Trattato di libero commercio con gli Stati Uniti.
 
Guatemala, manifestazione contro il Tlc finita in dramma"Mentre stavamo per uscire dal Guatemala ed entrare in Messico, sul Ponte Naranjales in Colotenango, nel dipartimento di Huehuetenango, ci siamo imbattuti in un gruppo di  manifestanti. Erano le 9.30 del mattino.
 
Ci siamo fermati proprio davanti alla barricata. Per scoprire cosa stava succedendo, abbiamo parlato con la gente, chiesto qua e là, curiosando: stavano protestando contro la ratificazione dell’accordo di libero commercio internazionale, il Trattato di Libero Commercio (Tlc).
 
Il trattato era stato ratificato il giovedì precedente e la gente aveva riempito le strade da subito, in ogni parte del Paese. Ci hanno raccontato che, nella sola Città del Guatemala, erano quasi in 30mila a protestare, mentre tante barricate avevano bloccato il commercio del paese.
 
Era uno di questi blocchi quello che avevamo incontrato.
Alle 14 gli eventi sono precipitati. La voce dell’imminente arrivo di polizia ed esercito si è sparsa velocemente. La gente ha cominciato ad agitarsi.
 
Dopo alcuni minuti, uno degli organizzatori si è avvicinato dicendoci di passare, di andare oltre. È visibilmente teso, “sbrigatevi”, ripeteva. Abbiamo ripreso rapidamente le nostre moto e ci siamo fatti strada attraverso la folla.
 
Dopo aver spostato le nostre moto a quella che pensavamo fosse una distanza di sicurezza, siamo tornati a piedi sul luogo della dimostrazione. I nostri orologi segnavano le 2.21.
 
Cairca della poliziaNel vederci nuovamente lì si sono sorpresi. Hanno detto che sarebbe venuta la polizia e che dovevamo andarcene. Ma la nostra presenza, le nostre macchine fotografiche potevano essere loro di aiuto, in qualche modo. E siamo rimasti.
 
Hanno accettato di farci avanzare fino alle prime linee, armati dei nostri obiettivi. Approssimativamente alle 2.30 abbiamo visto la polizia – alcuni con l’ingranaggio e le protezioni antisommossa – avanzare lentamente, accendere fumogeni e diffondere gas lacrimogeno in tutte le direzioni.
 
In poco tempo il fumo ha coperto i manifestanti. La gente appostata sulle alture ha quindi lanciato pietre contro gli agenti che avanzavano, costringendoli a rompere le fila e a rifugiarsi dietro gli edifici vicini.
 
Fumogeni lanciati dalle forze dell'ordineA questo punto, un ufficiale ha sparato due colpi in aria, poi ha puntato la pistola nella nostra direzione*. L’effetto è stato drammatico.
Si è scatenato un fuggi fuggi generale. Alcuni sono caduti. In pochi minuti l’intera folla si è dissolta dal luogo della barricata. Un gruppo di gente, però, ha cominciato a gridare: “C’è un ferito. Qui c’è un uomo ferito”. Avendo esperienza di primo soccorso, ci siamo fatti largo tra i manifestanti fino all’uomo sofferente. Abbiamo fatto del nostro meglio per medicargli la ferita. Era stato colpito da un proiettile.
Caricato il ferito su un’auto, siamo stati colpiti da gas lacrimogeno che ha disperso anche quell’ultimo piccolo gruppo di soccorritori.
Poi la gente si è raggruppata nuovamente ed è tornata ad avanzare compatta. La polizia ha quindi cercato di schierarsi, nonostante la pioggia di pietre continuasse.
 
Manifestante ammazzato dalla poliziaPian piano si è diffusa la voce che le forze dell’ordine stavano fuggendo. Si stavano ritirando.
Ma con la calma, il dramma: Juan López Velásquez, uno dei manifestanti è rimasto a terra,  ammazzato dalla polizia. I bossoli dei proiettili erano sparpagliati tutti intorno al suo corpo.
Una cartuccia da 9mm si era posata nella piega dei pantaloni. All’improvviso un’altra ondata di fumogeni. Non tutti gli agenti, evidentemente, se n’erano andati.
La maggior parte dei manifestanti fuggiva ora sul ponte alla nostra sinistra, mentre noi tre siamo fuggiti a destra per arrivare alle nostre moto. Ci siamo allontanati scattando fotografie.
Gli scontri non erano finiti. Abbiamo deciso che fosse più saggio spostare le moto più lontano. Ed è stato in quel momento che un passante ci ha informati di un altro contadino morto in ospedale per le ferite riportate. Anche lui colpito dalla polizia.
 
Due morti e 9 feriti, quindi, e tutti civili disarmati.
La polizia, intanto, non si era ritirata, bensì riunita con i militari per formare una linea unica contro la folla dei manifestanti.
 
Il giorno dopo abbiamo saputo che l’uomo che abbiamo soccorso è morto nella notte, a causa delle complicazioni a un polmone lesionato dal proiettile.
Tre morti, dunque. E alcuni civili feriti versano in condizioni gravissime".
 
Fotogallery degli scontri

Stella Spinelli

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