11/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Nei libri di economia brasiliana, il 2009 sarò ricordato come "anno-spartiacque" nella storia commerciale del paese

Scritto per noi da
Luca Catalano
Sao Paulo

Nei libri di economia brasiliana, il 2009 sarò ricordato come "anno-spartiacque" nella storia commerciale del paese. Dopo un secolare primato degli Stati Uniti in qualità di principale partner commerciale del paese, la Cina le ha ufficialmente soffiato il primato . Analizzando la progressione storica dell'ultimo decennio nelle relazioni commerciali tra i due paesi è interessante notare come nel 2000 la Cina occupava solamente la 12° posizione nel ranking delle esportazioni nel paese. In poco meno di dieci anni il "Dragone"ha inesorabilmente scalato la classifica fino a raggiungerne la vetta nell'anno corrente.
L' espansione cinese nel mercato brasiliano assume ancora più valore se si prende a riferimento l'intero continente sud-americano. Dal 2000 la tigre asiatica continua a guadagnare posizioni, inserendosi tra i primi posti in tutti i paesi del Mercosul in termini di esportazioni: primo partner commerciale per Cile e Brasile; secondo per Argentina, Perù e Cuba; terzo per il Venezuela; quarto per la Colombia e quinto per Messico e Uruguay.
È la quarta onda di espansione commerciale cinese, cominciata negli anni '80 nella stessa Asia, proseguita negli Usa, abbattutasi con forza micidiale in Africa e adesso rivolta all'America Latina.
L'esportazione cinese si è oramai liberata da 20 anni dal tradizionale triangolo "scarpe-vestiti-ninnoli", invadendo a ritmi sempre più frenetici i mercati mondiali con prodotti a media e ad alta tecnologia a prezzi estremamente competitivi. Il mercato brasiliano, con un numero crescente di persone che vagliano la soglia della povertà per inserirsi nel mercato consumistico non poteva certo sfuggire all'assalto cinese. In cambio, la Cina richiede al gigante brasiliano specialmente materie prime ( il 77% delle importazioni dal paese). La sete cinese di petrolio non può che essere inoltre stimolata dalla recente scoperta della "Pre-sal" , ossia di una serie ininterrotta di giacimenti petroliferi lungo la costa tra gli stati di Rio de Janeiro e San Paolo, che nella migliore delle ipotesi permetterebbero l'estrazione di 80 miliardi di barili di petrolio, un numero in grado di cambiare la mappa dell' industria petrolifera mondiale, facendo diventare il Brasile addirittura il primo produttore di greggio fuori dal Medio Oriente. Dell'interesse cinese è prova il versamento netto di 10 miliari di dollari effettuato dalla Chinese Development Bank nelle casse della Petrobras in cambio di 200,000 barili di petrolio al giorno per i prossimi dieci anni. In maggio i presidenti Lula e Hu Juntao si sono riuniti coi rispettivi ministri dell'economia a Pechino per sancire con ancora più vigore le relazioni commerciali tra i due paesi
è necessario trattare con la dovuta cautela questi dati. La supremazia commerciale nella regione latino-americana è ancora saldamente nelle mani del potente vicino statunitense. Gli USA rimangono ancora il principale partner commerciale della regione con il 37% del flusso di esportazioni totale, traendo beneficio da antichi accordi di libero commercio siglati con Messico, Cile, paesi caraibici e centro-americani. Ciò che sta rappresenta una novità, secondo le parole di Mikio Kuwayama della divisione di Commercio Internazionale della CEPAL, è " la crescita costante degli scambi commerciali tra Cina e America Latina, poco attaccati dalla violenta crisi economica internazionale e passati, negli ultimi quattro anni, dal 4% al 10% del totale".
È tutto ora quel che luccica quindi? Non tutto,logicamente. Le preoccupazioni del governo brasiliane per la eccessiva penetrazione economica cinese sono esposte dal Segretario del Commercio Estero per il Ministero del dello Sviluppo Welber Barral: " la grande sfida che la Cina ci lancia riguarda i mercati terziari. Il Brasile rischia di soffrire la concorrenza dei prodotti cinesi nei suoi mercati tradizionali." L a Confederazione Nazionale di Industria Argentina ha citato a tal proposito perdite del mercato interno brasiliano non solo in scarpe e vestiario, ma anche in prodotti farmaceutici, strumenti ottici e medici.
L'espansione cinese continua, senza sosta. Saranno delicati giochi politici tra le due potenze continentali emergenti a definirne la portata.

 

Fonti:
The Economist. The Dragon in the back yard, 13 Agosto 2009
Folha de S. Paulo, China amplia comércio com o AL e compete com o Brasil, 4 ottobre 2009

 

 

 

Parole chiave: brasile, cina
Categoria: Politica
Luogo: Brasile