21/10/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Il malcontento delle popolazioni indigene dell'Ecuador esce allo scoperto.
Manifestazione indigena17 settembre 2004 - “Il presidente Lucio Gutierrez sarà punito dall’elettorato già a partire delle elezioni amministrative e comunali che si terranno il prossimo 17 ottobre 2004. Il presidente si è comportato male e non ha mantenuto le promesse fatte al popolo indigeno, continuando a difendere la sua politica neoliberista e cercando in tutti i modi di mettere in atto ciò che il Fondo Monetario Internazionale vuole.” Durissime sono state le parole pronunciate da Gilberto Atalahua, coordinatore nazionale degli indigeni ecuadoriani che si riuniscono sotto la sigla del movimento Pachakutik. “E’ il momento di mobilitarci e chiedere al popolo di continuare con la lotta” ha aggiunto il leader degli indigeni.
 
Nel novembre 2002 il colonnello Gutierrez, aveva vinto le elezioni con il sostegno politico di diversi partiti, fra i quali spiccavano l’Alleanza Società Patriottica e il movimento Pachacutik, sconfiggendo con il 54.5% dei voti il multimilionario imprenditore Alvaro Noboa, rappresentante dei poteri forti economici e finanziari locali.
 
Gli effetti - “In effetti da qui la situazione non è per niente chiara” spiega Tancredi Tarantino, esperto di Ecuador ricercatore indipendente in Ecuador e collaboratore dell'osservatorio andino Selvas.org, che continua “ Pachakutik, e più in generale, l'intero movimento indigeno, con a capo la Conaie (La Confederación de Nacionalidades Indígenas del Ecuador), hanno perso gran parte della forza che li aveva caratterizzati negli ultimi anni. Si percepisce quotidianamente uno scollamento tra la dirigenza indigena e la base, oltre ad una frattura all'interno del coordinamento nazionale. Basta considerare che l'attuale ministro di “bienestar social” (una specie di ministero degli affari sociali) è un indigeno che faceva parte di Pachakutik, e all'interno dei diversi incarichi di governo, non si tratta di un caso isolato.
 
La politica interna - L'uscita di Pachakutik dal governo, l'anno scorso, sembrava poter dar vita ad un conferenza all'Onu rafforzamento del movimento indigeno. Purtroppo non è stato così, come dimostrano gli ultimi tentativi di "levantamiento" (sollevamento) popolare caratterizzati da una scarsissima partecipazione della base”.
 
Una delle cause principali di questo indebolimento è rappresentata sicuramente dalla politica di Gutierrez che, in seguito all'uscita dal governo di Pacahkutik, ha cercato di spaccare il movimento indigeno portando dalla propria parte gli evangelisti dell'Amazzonia e alcune comunità indigene della Sierra, “comprate” dallo stesso presidente, attraverso la donazione di cibo e strumenti per coltivare i campi.
 
I commenti - “Tuttavia rimane il fatto che se il movimento indigeno si è indebolito, e Pachakutik non ha più quel consenso che lo caratterizzava nel 2000, è dovuto proprio a questi continui contrasti interni sulla gestione del potere...ecco credo che il problema principale sia stato proprio l'incapacità di gestire un potere che per la prima volta il movimento indigeno si è ritrovato tra le mani”.
Questo è quanto si percepisce, ed è davvero poco. Il movimento indigeno continua ad essere tagliato fuori dalle analisi dei principali mezzi di comunicazione, dove si parla soltanto dei grandi candidati del potere, politico ed economico.
“Quanto a Gutierrez”, continua Tarantino, “la crisi del suo Governo avanza, nonostante strane alleanze realizzate sotto banco con il principale partito dell'opposizione di destra, Partito Social Cristiano. Negli ultimi giorni però anche questo patto, mai ufficializzato, sembra essersi deteriorato a causa delle recenti polemiche causate e dalla disponibilità del presidente a permettere il rientro dell'ex presidente Bucaram, costretto a fuggire a Panama, nel febbraio del 1997, in seguito ad una vera e propria sollevazione popolare nei suoi confronti”.
E continua il racconto: “A queste polemiche si sono aggiunte le recenti critiche da parte del Vicepresidente che ha accusato Gutierrez di fare campagna elettorale per il suo partito sfruttando la sua posizione privilegiata. Il presidente però fa orecchie da mercante e continua nella sua politica”.
 
I rappresentanti politici - manifesto indigenoNonostante tutto comunque non si sa ancora se il suo partito, PSP (Partito di Società Patriottica), riuscirà ad ottenere il 5% necessario per poter essere rappresentati in parlamento. PSP infatti non è mai stato un partito vero e proprio ma è nato sull'onda delle proteste contro il presidente Mahuad e si è rafforzato con l'alleanza indigena, alleanza storica che ha permesso a Lucio Gutierrez di conquistare il potere.
La sua popolarità è a livelli bassissimi, secondo i suoi detrattori, proprio per la sua politica filoamericana e fondo monetarista ben lontana dalle promesse iniziali.
Conclude Tarantino: “Credo che il rischio di instabilità politica e sociale sia davvero concreto in questi mesi.”
 
 

Alessandro Grandi

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