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Dopo la rivoluzione ‘delle rose’ in Georgia e quella ‘arancione’ in
Ucraina, sembra giunto il momento del Kirghizistan, dove è scoppiata la
rivoluzione ‘dei tulipani’. La stampa internazionale aveva già coniato
da settimane questo nuovo nome. Ma fino ad ora, invece dei tulipani,
nelle piazze si sono viste mazze di legno, bottiglie molotov, pestaggi e
morti. La rivoluzione kirghiza è appena iniziata, ma dopo le sanguinose
violenze di domenica e i preoccupanti sviluppi di ieri si è già giocata
il suo posto nella lista delle ‘rivoluzioni di velluto’. Forse sarebbe
più giusto chiamarla ‘rivoluzione dei bastoni’
Elezioni contestate. Le forze d’opposizione democratiche e
filo-occidentali guidate dall’ex premier Kurmanbek Bakiyev e dall’ex
diplomatica Roza Otumbayeva – accusate dal governo di essere sostenute
dall’ormai noto miliardario statunitense Gorge Soros – protestano da
settimane chiedendo l’annullamento delle recenti elezioni parlamentari,
stravinte dal partito del presidente Askar Akaev (al potere da quindici
anni) ma considerate irregolari dagli osservatori internazionali.
Le violenze di Jalal-Abad. Sabato notte duecento uomini delle forze
speciali di polizia sono stati aviotrasportati dalla capitale fino a
Jalal-Abad. Alle 5 di domenica mattina è scattato il blitz negli uffici
occupati. Uomini, donne, anziani e ragazzini sono stati picchiati senza
pietà dagli agenti, che secondo molti erano ubriachi o sotto l’effetto
di sostanze stupefacenti. Almeno quattro manifestanti sono morti in
seguito alle ferite riportate. Secondo altre fonti non sarebbero le
uniche vittime del raid. Chi non è finito in ospedale è stato portato
in prigione. Centinaia di persone sono state arrestate.
La conquista di Osh. Questa mattina la protesta è tornata ad Osh.
Migliaia di manifestanti, armati di bastoni, spranghe e bottiglie
molotov, hanno nuovamente occupato il governatorato al grido di “Akaev
vattene” per poi assaltare e dare alle fiamme due stazioni della
polizia. Le forze speciali e i soldati che presidiavano la città sono
fuggiti davanti alla folla inferocita che si è lanciata contro di loro,
per poi inseguirli per le strade. Non sono mancati pestaggi e violenze.
Dopo aver preso il controllo del centro cittadino, migliaia di
sostenitori dell’opposizione si sono riuniti nella piazza principale
per festeggiare la vittoria, agitando al cielo i loro bastoni.
Enrico Piovesana